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Viva le rinnovabili ma non qui. Il nimby si sposta in val Borbera. (E chiama Luca Mercalli)

where Alessandria when Mer, 16/07/2025 who roberto

I comitati hanno fatto due mosse: primo, hanno costituito una cer, comunità energetica rinnovabile, per dimostrare che loro non sono contro le fonti rinnovabili e intende costruire impianti eolici, idroelettrici e fotovoltaici. Secondo, hanno chiamato come testimonial un famoso e bravissimo divulgatore scientifico, Luca Mercalli.
di Pepi Katona

Ecco un’altra storia nimbymontegiarolowikipedia.png, quelli che sono a favore delle fonti rinnovabili di energia ma fatele da un’altra parte. Stavolta i comitati a favore delle fonti rinnovabili da un’altra parte hanno fatto due mosse: primo, hanno costituito una cer, comunità energetica rinnovabile, per dimostrare che loro non sono contro le fonti rinnovabili; secondo, hanno chiamato come testimonial un famoso e bravissimo divulgatore scientifico, Luca Mercalli. Il “qui” dove secondo i nimby non va realizzato un impianto industriale per produrre energia pulita stavolta è il monte Giarolo, sull’Appennino tra Piemonte e Liguria dalle parti del monte Àntola, dove una società di scopo, la 15 Più Energia di Milano, vuole posare 20 eliche per catturare l’energia di un crinale molto ventoso.
 
Dove c’è vento
È la caratteristica delle fonti rinnovabili come l’eolico, idroelettrico e il fotovoltaico. Si fanno dove la fonte c’è, sul crinale ventoso, dove c’è acqua, sulla collina esposta al sole. Non si fanno sul versante in ombra, in una pianura senza vento o dove l’acqua non scorre.
La vicenda in questo caso è nella zona tra le valli Curone, Borbera e Staffora, dove ci sono pascoli e castagneti e l’eolico – è noto da sempre – non dà alcun disturbo né interferenza con le attività di raccolta delle castagne e del legname né con il pascolo.
 
Devasterà i pascoli
Ovviamente i nimby asseriscono che “il pascolo in altura per alpeggio, con l’insediamento delle torri, subirà danni irreversibili con ricadute economiche gravi per gli allevatori”. C’è il solito armamentario dei cattivi speculatori stranieri e della colonizzazione. Ci sono le bollette, che le rinnovabili fanno calare sempre (questa la vulgata) tranne quando producono elettricità i cattivi industriali dell’energia.
 
Osservazioni
La procedura di valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente ha raccolto decine e decine di osservazioni di opposizione da cittadini, sindaci, associazioni e perfino aree esterne all’area interessata, come la Regione Lombardia (parere negativo contro il progetto).
Eccone qualcuna.
Betty B.: “Il progetto in questione andrebbe ad impattare in maniera devastante su una delle pochissime aree incontaminate e selvagge del Nord Italia. Non vengono prese in considerazione soluzioni per le sorgenti d'acqua e non ci sono garanzie sui vantaggi per i cittadini”.
Carlo B.: “Ho acquistato la mia casa 18 anni fa proprio perché la vista sul Monte Giarolo è stupefacente; da 6 anni ho avviato una attività di B&B che vede arrivare ospiti da tutto il mondo che restano estasiati particolarmente dalla stupenda vista”.
Francesca P.: “Si parla tanto di valorizzare i territori ancora incontaminati, come il nostro; si parla tanto di promuovere il turismo lento; si dice di voler incentivare il ripopolamento. E poi si autorizza un progetto devastante per il territorio e la sua economia? Una ditta che mi risulta essere privata occupa e devasta dei terreni che appartengono ad altre persone, per un progetto che a quelle persone non solo non recherà alcun vantaggio, ma al contrario le danneggerà? E parliamo di sostenibilità?”.
Pietro C. ha mandato alla commissione Via una carriolata di osservazioni a raffica. Eccone una fra tante: “Le turbine, alte oltre 200 metri, stravolgerebbero l'armonia visiva dei crinali montani, un patrimonio paesaggistico di grande valore culturale e ambientale, contravvenendo ai principi di tutela sanciti dalle
normative nazionali e regionali”.
Di decine e decine di contestazioni arrivate al ministero dell’Ambiente l’ultima è stata spedita fuori tempo massimo, in ritardissimo, in maggio, dall'Associazione Culturale il Paese degli Spaventapasseri.
 
Un evento
La lobby nimby per rafforzare l’audience ha chiamato il divulgatore scientifico Luca Mercalli, ed è riuscita nel suo intento di fare audience. Non a caso ne stiamo scrivendo. Audience ottenuta.
Nei giorni scorsi il bravo divulgatore scientifico è intervenuto in un incontro pubblico promosso a Borghetto Borbera in occasione del Festival diffuso Boscadrà organizzato da Paradiso Val Borbera in collaborazione con Vivi Val Borbera e Spinti. L’evento è stato arricchito dallo street food in piazza con prodotti locali e dalla presentazione della neonata comunità energetica rinnovabile Val Borbera e si è conclusa con musica e dj-set nel bar Tre scudi. Conduttore della serata era Maurizio Carucci, cantante, contestatore del progetto e titolare di un’azienda agricola.
 
Colonizzatori
Quali parole ha usato Mercalli per descrivere il progetto di energia rinnovabile? Un “effetto colonizzazione”, cioè “grandi gruppi industriali, anche stranieri, fondi di investimento, guardano sulla cartina un posto dove c'è tanto sole, tanto vento, i soldi li hanno, vengono qui, ti mettono le tue torri da 200 metri, massimizzano ovviamente il loro profitto, e, in mancanza di leggi protettive nei confronti delle comunità locali, magari non fanno nulla di illegale, i Comuni danno permessi dozzinali, i soldi vanno altrove, noi ci ritroviamo la pala eolica e nessun vantaggio, e continuiamo a pagare l'energia a prezzo pieno”.
E poi: “Se ci lasciamo colonizzare da grandi gruppi questi arrivano, mettono 50 torri da 200 metri e poi guardano da un monitor in qualche ufficio di un grattacielo nella City di Londra quanto sta tirando il vento in Val Borbera per vedere quanti euro stanno fatturando”.
Ovviamente, Mercalli non è contrario alle fonti rinnovabili di energia; è infinitamente meglio una comunità energetica locale, una cer. “Si deve puntare, invece sulle comunità energetiche rinnovabili, una importantissima opportunità per le zone interne che hanno l'acqua, il vento, il sole, le foreste, beni comuni che possono dare una grande mano anche alle zone urbane. L'importante è che venga lasciato alle comunità locali una parte di questo vantaggio e che i guadagni di una cer rinnovabile, come quella creata in val Borbera, restino qui”.
 
Ecco la cer
Infatti appena è emerso il progetto della centrale eolica è stata costituita in concorrenza la comunità energetica cooperativa Val Borbera, via Umberto 1 a Cantalupo Ligure; la prima assemblea si è svolta un mese fa nel Castello di Borgo Adorno di Cantalupo Ligure; presidente è il castellano e scienziato Antoniotto Guidobono Cavalchini. Tra i progetti della neonata comunità rinnovabile ci sono impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici. I quali, cambiato l’investitore, smettono di devastare il territorio.

immagini
monte-giarolo-wikipedia