Convegno Animp - L’Italia accelera su nucleare, esg e carbonio
I tre settori sono le “leve della diplomazia energetica industriale italiana”, sostengono gli esperti. Secondo una ricerca del Polimi, 48 aziende italiane hanno già competenze solide per supportare il rilancio del nuovo atomo.
Esg (environmental, social and
governance), nuovo nucleare e carbon capture sono leve strategiche per la diplomazia energetica italiana. È stato ribadito al 50esimo convegno nazionale di Animp, l’associazione nazionale di impiantistica industriale, che si è tenuto nei giorni scorsi all’Acquario Romano di Roma.
Nell’occasione l’associazione indipendente ha messo a fuoco tre temi: sostenibilità, filiera nucleare e carbon capture & storage (Ccus), dove l’industria impiantistica italiana emerge come pilastro del progetto “Re‑energy Eu. Fra i presenti, rappresentanti istituzionali come il ministro Adolfo Urso, Raffaele Fitto della Commissione Ue e rappresentanti del Parlamento europeo. “Al nostro Paese serve un’industria impiantistica che contribuisca in modo attivo al posizionamento globale”, ha affermato il presidente Animp Marco Villa. “La transizione richiede innovazione tecnologica, competenze e una cultura della sostenibilità di filiera”.
La survey del Polimi
Quarantotto imprese italiane, secondo una survey del Politecnico di Milano presentata al convegno, possiedono competenze solide per supportare un rilancio del settore nucleare. La ricerca sullo “Stato della filiera nucleare in Italia”, con un focus particolare sui large reactor, rivela un’industria robusta: il 67 % del costo di un reattore è legato alla parte convenzionale, ben presente nel tessuto imprenditoriale; il restante 23 % (isola nucleare) mostra criticità su certificazioni e sistemi specializzati. Secondo Quotidiano Energia, il vero tallone d’Achille italiano riguarda le certificazioni e le facility dedicate per l’isola nucleare.
“Esg? Non è solo un obbligo”
Quanto all’esg, i dati raccolti sulla piattaforma SupplHi (che ha esaminato oltre 11.200 fornitori industriali, di cui circa 4.600 italiani) mostrano un ritardo medio del 10‑15 % rispetto alla media europea, ma le 146 aziende Animp sorpassano la media nazionale e in certi casi raggiungono il livello europeo. Il gruppo di lavoro esg ha sottolineato l’importanza di rafforzare le pmi tramite formazione, supporto operativo e monitoraggio normativo.
“L’esg non è solo un obbligo: è un investimento strategico”, ha sottolineato Giovanni Del Serrone, direttore generale Animp.
Davide Caparini, consigliere Animp, ha aggiunto: “Il nostro lavoro con il Politecnico dimostra che c’è una nuova generazione di tecnologie e professionalità pronte per il nucleare pulito. È il momento di investire con lucidità e pragmatismo”.
La giornata si è conclusa con l’annuncio del tema dell’edizione 2026: “Re‑energy Eu”, manifesto di un’Italia pronta a proporsi come protagonista nella transizione energetica europea.


