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Energia dalle onde: così Napoli punta alla transizione energetica

where Napoli when Mer, 22/10/2025 who roberto

L’Università Federico II e il centro di ricerca Seapower lanciano il progetto Pivot-Offshore, un sistema galleggiante pensato per catturare l’energia del mare. Il potenziale del moto ondoso a livello globale può arrivare a 30mila TWh l’anno.

Da 16 a 30mila TWh l’annoseapower.jpg: è questo il range stimato dell’energia teoricamente derivabile dal moto ondoso a livello globale, in grado di cambiare le carte in tavola della transizione energetica. L’Università degli Studi di Napoli Federico II e Seapower – centro di ricerca dell’ateneo partenopeo specializzato in rinnovabili – lanciano il progetto Pivot-Offshore, un sistema galleggiante Wec (Wave energy converter) pensato per catturare l’energia delle onde in mare aperto. La novità: non si tratta più solo di installazioni costiere, ma di piattaforme ormeggiate in acque offshore.
Il dispositivo, spiega l’ateneo, si compone di due corpi incernierati: una piattaforma connessa al fondale tramite linee di ormeggio in tensione e una boa oscillante dalla forma ottimizzata idrodinamicamente. L’escursione della boa genera energia meccanica, che viene poi trasformata in elettricità grazie a un generatore montato sulla piattaforma. Questa architettura deriva dal primo brevetto Pivot (anno 2015) con struttura fissa costiera, ma ora viene portata in mare aperto per aumentare il potenziale di sfruttamento e ridurre l’impatto visivo.
 
I commenti
“Il nuovo modello ha lo scopo di estendere le potenzialità del sistema a siti offshore, lontani dalla costa, aumentando così le possibilità di sfruttamento della risorsa energetica”, ha spiegato Domenico Coiro, presidente di Seapower e docente al dipartimento di Ingegneria industriale, sezione aerospaziale.
Altro elemento distintivo del progetto è la catena cinematica che collega la boa al generatore: questa innovazione apre la strada a una maggiore efficienza nella conversione energetica. “Siamo convinti delle potenzialità di Pivot-Offshore, che rappresenta un sistema efficiente e versatile, con interessanti prospettive per l’avanzamento tecnologico dei sistemi Wec e per la diffusione dello sfruttamento delle fonti rinnovabili marine”, conclude il professor Coiro.
 
Doppio step
Il programma si articola in due fasi. Prima verranno effettuati test in laboratorio, su una catena cinematica simulata in banco di prova, per indagare il comportamento del sistema. Successivamente è prevista la prova in vasca di un modello completo (piattaforma, boa, ormeggiamento, catena cinematica) presso la Federico II in ambiente controllato. In parallelo, si sviluppa un modello numerico che permetterà di ottimizzare prestazioni e strategie di controllo operative.
Si tratta dunque di un ulteriore passo verso la valorizzazione dell’energia marina, ancora poco sfruttata ma con un potenziale concreto per contribuire alla decarbonizzazione e all’efficienza energetica.

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