L’IA spinge i data center ma taglia la CO2: mercato italiano verso i 10 miliardi
Boom globale dei consumi: entro il 2030 servirà il 127% di elettricità in più nel mondo per i soli centri dati. Che sono in continua espansione anche nel nostro Paese: 209 le strutture attive a ottobre 2025, concentrate soprattutto in provincia di Milano. Migliora l’efficienza delle tecnologie energetiche.
L’intelligenza artificiale sta
aumentando il fabbisogno energetico dei data center, che oggi assorbono circa l’1,5% dell’elettricità mondiale. Entro il 2030 il consumo elettrico complessivo dei centri dati potrebbe crescere fino al 127%, passando dagli attuali 416 TWh a 946 TWh, così come la capacità installata passerà dai 97 GW del 2024 a 226 GW nel 2030. Anche il mercato è in espansione arrivando a valere circa 441 miliardi di euro, con un incremento del 24% solo nell’ultimo anno. Parallelamente, l’IA è un motore di efficienza e innovazione che contribuisce a ridurre costi ed emissioni nei settori energetici e industriali, favorendo l’integrazione delle rinnovabili. Entro il 2035 potrebbe tagliare fino a 1,4 miliardi di tonnellate di CO2, mentre si afferma anche nella gestione idrica e nell’economia circolare, con un mercato in crescita e risparmi potenziali fino a 217 miliardi di dollari l’anno entro il 2030.
I data center sono in continua espansione anche in Italia, che si prepara a un’accelerazione significativa: entro il 2030 arriveranno a valere fino a 10 miliardi di euro mentre l’IA raggiungerà i 28 miliardi.
Sono queste alcune delle evidenze contenute nel rapporto “Dare Energ-IA all’Italia. Data center e intelligenza artificiale per la sostenibilità”, realizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com), nell’ambito del progetto “Energ-IA - Ricerca e policy sull’intelligenza artificiale e il settore energetico: il ruolo dei data center”. Lo studio è stato presentato nei giorni scorsi a Roma nel corso di un convegno a cui hanno preso parte accademici, esperti e rappresentanti delle istituzioni, della politica e del mondo delle imprese. L’iniziativa è stata realizzata con la partnership di Aws, Edison, Gse, Ing e Terna.
Il rischio della saturazione di rete
La tendenza alla crescita mondiale dei centri dati rimarrà anche nei prossimi anni, prevede lo studio, con un tasso medio del +7% fino al 2030. Gli Stati Uniti dominano con 141 miliardi di euro (32%), seguiti da Cina (88 miliardi, 20%) e Unione europea (71 miliardi, 16%).
Nel nostro Paese, a ottobre 2025 si registrano 209 strutture attive, concentrate soprattutto nel centronord. La provincia di Milano ospita 73 data center, seguita a distanza da Roma (21) e Torino (11). Secondo Terna, le richieste di connessione hanno raggiunto 44 GW, di cui il 60% solo in Lombardia. Tale concentrazione, pur riflettendo la disponibilità di competenze e infrastrutture, solleva sfide legate alla saturazione delle reti e alla distribuzione territoriale degli impianti.
I commenti
“La situazione italiana è ovviamente diversa, sia per il minore sviluppo dell’IA e dei suoi investimenti infrastrutturali che per prezzi dell’elettricità decisamente più elevati sia rispetto alla Cina che agli Usa. Ma questo non significa che la situazione sia statica o che non ce se ne debba occupare con l’intento di attrarre capitali privati su tecnologie cruciali, come quelle digitali ed energetiche”, commenta il presidente di I-Com Stefano da Empoli. Che aggiunge: “Solo un Paese in grado di gestire le complessità, coniugando sviluppo economico e diritti individuali all’insegna dell’innovazione, può guardare con speranza a ciò che l’aspetta”.
Nel complesso i data center rappresentano oggi l’1,5% dell’elettricità consumata a livello mondiale, con un incremento medio annuo del 12% negli ultimi cinque anni, secondo i dati dell’International energy agency (Iea). Nella Ue il consumo dei data center rappresenta circa il 3% del fabbisogno elettrico totale, con punte elevate in Paesi come l’Irlanda, dove nel 2023 il settore ha inciso per il 21% dei consumi nazionali.
“L’accelerazione nel consumo digitale è una tendenza consolidata, destinata a crescere ulteriormente con l’avvento dell’intelligenza artificiale. Un’occasione da non perdere per il nostro Paese, anche per ottimizzare il sistema elettrico ed energetico”, sottolinea il direttore dell’area sostenibilità di I-Com Antonio Sileo.
Fattore di efficienza
Infine, l’intelligenza artificiale si afferma come fattore di efficienza e innovazione trasversale. Nel settore oil&gas, per esempio, l’IA consente di ridurre gli errori di previsione del 25% e i costi fino al 10%, mentre il monitoraggio intelligente delle perdite di metano potrebbe evitare 2 milioni di tonnellate di emissioni annue. Nelle reti elettriche, l’IA supporta l’integrazione delle rinnovabili, ottimizza l’accumulo e migliora la risposta alla domanda. L’International energy agency stima che un’adozione diffusa delle tecnologie esistenti potrebbe ridurre le emissioni globali di CO2 di 1,4 miliardi di tonnellate entro il 2035.


