Intervista. Camion 3.0, diesel rinnovabile, lubrificanti efficienti: scende in strada la rivoluzione green
Il settore dei trasporti commerciali vive una trasformazione epocale in funzione della decarbonizzazione e del taglio dei consumi. Abbiamo fatto il punto con Omar Abouseif del colosso Shell.
di Matteo Cislaghi
Decarbonizzazione, digitalizzazione
ed efficienza energetica: il settore dei trasporti commerciali è nel pieno di una trasformazione epocale. In questo scenario, Shell - una delle principali multinazionali dell’energia a livello globale - accelera sul fronte dei lubrificanti e dei carburanti alternativi, presentando soluzioni che combinano sostenibilità e prestazioni come gli E-Fluids per i powertrain elettrici e il diesel rinnovabile (Hvo), i lubrificanti a bassa viscosità e il progetto sperimentale Starship 3.0, un camion di terza generazione alimentato con gas naturale rinnovabile. Una strategia, quella della compagnia olandese, che punta a guidare la transizione del trasporto commerciale. Ne parliamo con Omar Abouseif (nella foto), global associate sector marketing manager dell’azienda.
Omar, il settore dei lubrificanti sta vivendo un’evoluzione tecnologica e sostenibile. Quali sono le principali innovazioni che Shell sta introducendo per supportare i motori di nuova generazione?
“In effetti il settore sta vivendo un’accelerazione senza precedenti. Shell è in prima linea nel cambiamento, promuovendo soluzioni innovative pensate per supportare la transizione verso veicoli commerciali elettrici e a basse emissioni. Non ci stiamo semplicemente adattando alla rivoluzione elettrica: la vogliamo guidare. Attraverso fluidi e grassi all’avanguardia, ottimizzati per i veicoli commerciali elettrici, Shell sta aiutando il settore dei trasporti a progredire in modo più pulito, intelligente e sostenibile”.
L’uso di lubrificanti a bassa viscosità è in crescita. In che modo queste nuove formulazioni migliorano l’efficienza dei veicoli?
“L’adozione di lubrificanti a bassa viscosità rappresenta una scelta strategica per aumentare l’efficienza dei veicoli, appunto, e sostenere gli sforzi di decarbonizzazione nel trasporto commerciale. Questo lubrificante riduce l’attrito interno del motore, consentendo ai componenti di muoversi con maggiore libertà. Questa minore resistenza permette al motore di consumare meno energia, migliorando l’economia dei consumi. La gamma Shell Rimula R7, ad esempio, ha dimostrato nei test su strada un miglioramento dell’efficienza fino al 3,9% rispetto a oli di viscosità più elevata”.
Quanto alla decarbonizzazione?
“Grazie all’aumento dell’efficienza nei consumi questi lubrificanti permettono una riduzione diretta delle emissioni di CO2. Con il progetto Shell Starship, utilizzando lubrificanti a bassa viscosità, abbiamo raggiunto un’efficienza di trasporto quasi tre volte e mezzo superiore alla media nordamericana, evidenziando un potenziale di abbattimento significativo delle emissioni. Non solo. Abbiamo testato una durata del motore prolungata e minori costi di manutenzione. Va ricordato anche che la transizione verso lubrificanti a bassa viscosità può essere integrata facilmente nella manutenzione ordinaria, senza necessità di formazione complessa o modifiche strutturali”.
Come funziona il camion Starship?
“Starship 3.0 è un veicolo di classe 8 alimentato con gas naturale rinnovabile e lubrificato con oli a bassa viscosità, che ha già registrato miglioramenti significativi nell’efficienza del trasporto e riduzioni misurabili delle emissioni di CO2 durante i test dimostrativi. È un laboratorio su ruote. Ha completato con successo una dimostrazione lungo la West Coast statunitense, un percorso ad anello di 840 miglia attraverso la California. Il camion ha percorso l’intero tragitto a pieno carico, raggiungendo il limite massimo legale di peso lordo pari a 80mila libbre (circa 36 tonnellate), ossia in condizioni reali di trasporto merci. Starship 3.0 ha superato di gran lunga la media statunitense dei camion diesel della stessa categoria. In particolare, è risultato 2,5 volte migliore in termini di efficienza (tonnellate-miglio per gallone di carburante) e 3,2 volte più efficiente nella riduzione delle emissioni (tonnellate-miglio per chilogrammo di CO2 equivalente)”.
Il diesel è destinato a scomparire oppure a evolversi?
“Il diesel non sta scomparendo: sta evolvendo. Shell lo considera un elemento per abilitare la transizione energetica, in particolare nei settori difficili da elettrificare, dove le soluzioni a batteria non sono ancora praticabili su larga scala. Invece di sostituire completamente il diesel puntiamo a trasformarlo attraverso alternative a basse emissioni di carbonio, in grado di integrarsi con le infrastrutture esistenti”.
In che modo?
“Una delle soluzioni più promettenti è il diesel rinnovabile Hvo (Hydrotreated vegetable oil). Prodotto da materiali di scarto certificati, questo carburante è chimicamente simile al diesel convenzionale, il che ne consente l’utilizzo nella maggior parte dei motori esistenti senza necessità di modifiche. Nei mercati come quello europeo, il diesel rinnovabile potrebbe consentire una riduzione delle emissioni di CO2 equivalente fino al 90% rispetto al diesel B7 standard, sulla base del ciclo di vita del mezzo. Un’altra innovazione in fase di sviluppo è l’e-diesel sintetico, un carburante prodotto a partire da anidride carbonica e acqua, utilizzando energia rinnovabile: è ancora nelle fasi iniziali, ma ha il potenziale per diventare un’alternativa carbon neutral al diesel fossile. Privo di zolfo e caratterizzato da un elevato numero di cetano, l’e-diesel potrebbe rappresentare una soluzione pulita per le applicazioni pesanti, qualora si riuscisse a produrlo su scala industriale. In generale, stiamo investendo in modo significativo nei biocarburanti sostenibili, inclusi prodotti avanzati come il carburante sostenibile per l’aviazione (Saf): rappresentano una leva fondamentale per l’ambizione di diventare un’azienda a zero emissioni nette entro il 2050”.
In questa visione più “verde”, quali sono i prodotti di punta a livello di fluidi?
“La gamma di E-Fluids ed E-Greases, per esempio, progettata per rispondere alle esigenze tecniche dei powertrain elettrificati, migliorando efficienza, durabilità e sostenibilità. Gli E-Transmission Fluids sono invece fluidi formulati con basi sintetiche e arricchiti dalla tecnologia additivante proprietaria di Shell: sono sviluppati per garantire una gestione termica efficace nei motori elettrici, contribuendo a prolungare la vita dei componenti e a migliorare l’efficienza complessiva del sistema”.
Altre novità per il mercato?
“Gli E-Thermal Fluids, utilizzati per il raffreddamento diretto a immersione delle batterie. Supportano la ricarica ultrarapida, aumentano la sicurezza e la durata delle batterie. Inoltre favoriscono la riduzione del peso complessivo del sistema e promuovono la circolarità, grazie alla riciclabilità e al fatto di essere riutilizzabile. Gli E-Greases, invece, sono sviluppati per i cuscinetti ad alta velocità dei motori elettrici, riducendone la rumorosità. Shell lavora a stretto contatto con i costruttori di veicoli per co-sviluppare fluidi su misura. La collaborazione assicura la compatibilità con i powertrain elettrici specifici, permette una riduzione dei costi produttivi e consente di ottenere nuovi livelli di performance e sicurezza. Infine, grazie alla tecnologia Gas-to-Liquids (Gtl), produciamo oli base ultra puri e a bassa viscosità, che contribuiscono a migliorare l’efficienza del powertrain e possono aiutare a ridurre le emissioni”.
Più in generale, guardando al futuro del trasporto commerciale, qual è secondo te la sfida più urgente in tema di lubrificazione e sostenibilità?
“Certamente l’adattamento dei lubrificanti alle normative ambientali sempre più stringenti, in particolare quelle previste per il 2027, che impongono una drastica riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e particolato. Questi nuovi standard richiedono oli motore capaci di garantire un controllo avanzato dell’ossidazione, una protezione superiore contro l’usura e la piena compatibilità con i più recenti sistemi di post trattamento delle emissioni.
Shell sta rispondendo a questa sfida con lo sviluppo della nuova categoria PC-12 di oli motore per diesel heavy-duty, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2027. Un’innovazione fondamentale è poi rappresentata dall’introduzione di oli a bassa viscosità - come i gradi 5W-20 e 0W-20 - capaci di ridurre l’attrito interno al motore, migliorando l’efficienza senza compromettere la durata”.
Da questo punto di vista potete contare su una posizione di leadership riconosciuta.
“Per il diciottesimo anno consecutivo la nostra azienda è stata nominata principale fornitore mondiale di lubrificanti da Kline & Company, un primato supportato da una presenza in oltre 175 Paesi. Nel segmento del trasporto commerciale siamo considerati un punto di riferimento per l’ampiezza dell’offerta, l’affidabilità e il supporto tecnico, grazie anche al lavoro di oltre trecento scienziati e ingegneri attivi nei nostri centri di innovazione”.


