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Materia oscura ed evoluzione stellare: a scuola nei Laboratori del Gran Sasso

where Bologna when Mer, 21/01/2026 who roberto

Con l’iniziativa “un pozzo di scienza” studenti e docenti hanno visitato il più importante centro di ricerca sotterraneo al mondo. Il link con i prossimi appuntamenti del programma.

Un collegamento diretto con fotocuoredetectorlaboratorigransassocxenoncollaboration.jpgi Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), il più importante centro di ricerca sotterraneo al mondo dedicato alla fisica astroparticellare: è qui che studenti e docenti hanno potuto conoscere da vicino alcuni esperimenti di rilevanza internazionale in questo campo di ricerca. Si è svolto martedì 20 gennaio il primo appuntamento di “un pozzo di scienza”, il progetto gratuito di divulgazione scientifica che il gruppo Hera dedica agli studenti degli istituti superiori, e che celebra quest’anno la sua ventesima edizione. L’evento online ha coinvolto una ventina di classi del biennio e triennio superiore. Un’occasione unica per esplorare da vicino le strutture sotterranee utilizzate da oltre mille ricercatori provenienti da trenta Paesi, impegnati nello studio di fenomeni che spaziano dalla materia oscura all’asimmetria tra materia e antimateria.
 
Da un’idea di Zichichi

Nati alla fine degli anni Settanta da un’idea di Antonino Zichichi e situati sotto un chilometro e mezzo di roccia nel massiccio del Gran Sasso, i Laboratori sono schermati dai raggi cosmici, condizione che permette di osservare fenomeni rarissimi e impossibili da rilevare in superficie, e per questo rappresentano un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale, dove si indagano alcuni dei misteri più profondi dell’universo. Negli ultimi anni, proprio grazie agli esperimenti del Gran Sasso è stato possibile ad esempio analizzare in dettaglio le reazioni nucleari che avvengono nel Sole e contribuire a confermare che i neutrini hanno massa, esistono in tre diverse “famiglie” e possono trasformarsi passando da una all’altra.
Quella che si fa al Gran Sasso, infatti, è ricerca fondamentale, che nasce per il progresso della conoscenza: tecnologie sviluppate per costruire rivelatori sempre più sensibili, sistemi di misura precisi e strumenti di analisi avanzati spesso trovano, nel tempo, applicazioni in ambito medico, industriale, informatico e tecnologico.
Un esempio concreto di questo legame tra ricerca, tecnologia e società è il consorzio Hpc4Dr (High-performance computing for disaster resilience), un centro di competenze per la riduzione dei rischi derivanti da disastri naturali e di origine antropica.
 
I commenti
“I Laboratori del Gran Sasso sono un luogo unico al mondo per studiare i segreti dell’universo da una prospettiva che forse pochi immaginerebbero”, afferma Antonio Zoccoli, presidente dell’Infn e professore di fisica sperimentale all’Università degli Studi di Bologna. “Aprirli agli studenti significa offrire loro un’occasione concreta di entrare in un grande laboratorio scientifico e scoprire come nasce e funziona la ricerca di frontiera. Qui, da sottoterra, studiamo i neutrini, le reazioni nucleari all’interno del Sole e fenomeni fondamentali ancora non compresi come la natura della materia oscura portando avanti una tradizione scientifica in cui l’Italia con l’Infn è un riferimento. Ai giovani studenti e studentesse ho detto di credere nei propri sogni e lavorare per realizzarli e, se la loro passione è capire come funziona l’universo, questo è il posto giusto!”.
 
Qui tutti gli eventi del programma “un pozzo di scienza”: www.gruppohera.it/scuole/pozzo-eventi
 
Foto: ufficio stampa Hera

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Foto Cuore Detector Laboratori Gran Sasso (© XENON Collaboration)