Metalli critici. Così ChemPgm accelera il riciclo green di platino e palladio
L’Enea nel programma europeo sulle materie prime che promette meno dipendenza dall’estero e più sostenibilità. Dal riciclo nasceranno nuovi catalizzatori e nanomateriali.
Il progetto europeo ChemPgm
punta a rivoluzionare l’uso e il recupero dei metalli del gruppo del platino, critici per la transizione tecnologica. L’iniziativa, finanziata con 736mila euro nell’ambito del programma Horizon 2020 – Marie Skłodowska-Curie Actions, coinvolge sette istituzioni tra ricerca e industria, compresa l’italiana Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), e proseguirà fino al 30 settembre 2026.
L’obiettivo è triplice: migliorare la conoscenza scientifica su platino, palladio e rodio, sviluppare processi sostenibili per il recupero da fonti secondarie, e favorire l’inserimento di questi materiali in applicazioni ad alto valore tecnologico come nanomateriali e catalizzatori avanzati.
Questi metalli, considerati “materie prime critiche” dalla Commissione europea per l’alta domanda e la limitata disponibilità, sono fondamentali in molti dispositivi per la transizione verde e l’economia digitale.
Che cosa fa l’Enea
La partecipazione dell’Enea al progetto si concentra sulla creazione di catalizzatori a partire da materiali riciclati. Secondo Maria Luisa Grilli, responsabile dell’Agenzia italiana per ChemPgm, “le attività del progetto si concentrano sui metalli del gruppo del platino, sullo sviluppo di metodi sostenibili ed efficienti per il loro recupero da fonti secondarie – come i catalizzatori esausti – e l’utilizzo in applicazioni ad alto valore aggiunto, come nuovi catalizzatori o nanomateriali”. L’innovazione riguarda anche processi elettrochimici: i materiali recuperati, aggiunge Grilli, che lavora nel dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (Terin), “potranno in futuro essere utilizzati anche in dispositivi elettrochimici come celle a combustibile ed elettrolizzatori”, ampliando così la sostenibilità delle tecnologie energetiche.
Un ponte tra ricerca e industria
ChemPgm non si limita a sviluppare tecnologie di laboratorio. Il progetto incoraggia scambi formativi e trasferimenti di competenze tra università, centri di ricerca e Pmi, creando un ponte tra la ricerca di base e le applicazioni industriali. La novità è nella combinazione tra riciclo avanzato, riduzione dell’impatto ambientale e autonomia strategica dell’industria europea nella filiera di metalli essenziali. L’approccio potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni e a consolidare catene di valore più resilienti e circolari nel settore dei materiali critici.
Immagine: Enea


