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Nuovo nucleare. In Germania una centrale a fusione nel 2045. Enea entra in Eagles

where Berlino when Mer, 22/10/2025 who roberto

Gauss Fusion (con soci italiani) è nei piani energetici di Berlino: per l’impianto serviranno da 15 a 18 miliardi di euro. E l’Agenzia tricolore partecipa allo sviluppo del reattore europeo di quarta generazione raffreddato a piombo.

Gauss Fusion, la startup europea484eaglesenea.jpg della fusione nucleare (tra i soci l’italiana Asg Superconductors), ha reso pubblico il suo Conceptual design report per una centrale a fusione commerciale da 1 GW. L’azienda sostiene di poterla realizzare entro la metà degli anni Quaranta con un investimento compreso tra 15 e 18 miliardi di euro. Il documento - che la ceo Milena Roveda ha presentato al congresso sul clima della Bdi a Berlino e che sarà consegnato alla cancelleria tedesca - affronta architettura, sicurezza, ciclo del combustibile al trizio e strategia di qualificazione per rendere l’impianto ingegnerizzabile e replicabile.
L’annuncio arriva nel quadro del Fusion action plan tedesco: Berlino ha infatti stanziato oltre 2 miliardi di euro fino al 2029 per ricerca e progetti pilota, segnando un cambio di passo politico verso la tecnologia a fusione. “Con il Fusion action plan stiamo aprendo la strada alla prima centrale a fusione al mondo in Germania”, ha detto la ministra federale per la Ricerca, la tecnologia e lo spazio, Dorothee Baer, citata dal Sole 24 Ore Radiocor.
Gauss prevede tappe ben definite: prototipazione e test fra 2027 e 2029, sviluppo su larga scala intorno al 2032 e poi costruzione. Il piano ha raccolto buoni riscontri dalla stampa tecnica e generalista europea, ma resta da verificare l’effettiva capacità di trasformare il concept in impianti commerciali entro le tempistiche annunciate.
 
Entro il 2039 il prototipo Eagles-300
Sempre sul fronte del nuovo nucleare, Enea entra nella alleanza Eagles per lo sviluppo in Europa di un reattore di quarta generazione raffreddato a piombo: l’obiettivo è realizzare entro il 2039 il prototipo Eagles-300, modularmente scalabile (circa 350 MWe) e con tecnologie avanzate per contenere i costi e accelerare i tempi di costruzione.
L’accordo con l’Iaea - firmato durante la conferenza generale della stessa Agenzia internazionale per l’energia atomica - inaugura una fase di pre-licensing internazionale, in cui gli enti regolatori di Belgio (Fanc), Romania (Cncan) e Italia (con Isin come osservatore) collaboreranno fin dalle prime fasi per armonizzare processi autorizzativi e normative nazionali.
Il reattore adotterà sistemi di sicurezza passivi, spiega l’Enea, funzionanti senza intervento umano né alimentazione elettrica, e utilizzerà combustibile Mox con materiali riciclati per ridurre i rifiuti radioattivi. Due i prototipi dimostrativi previsti: Leandrea, in Belgio, per test su materiali e combustibili, e Alfred, in Romania (nella foto la sezione in 3d del modello), per qualificare il progetto completo.
Il consorzio Eagles è costituito da Enea e Ansaldo Nucleare (Italia), Raten (Romania) e Sck-Cen (Belgio) ed è uno dei progetti selezionati dalla European Smr Industrial Alliance, l’alleanza europea per i reattori modulari di piccola taglia. 
Secondo gli annunci, l’entrata in pre-licensing avviata nel 2025 rappresenta un passo significativo verso la commercializzazione nel 2039, ammesso che le sfide tecniche e normative siano tutte risolte, dall’integrità dei materiali alla tempistica reale del percorso autorizzativo congiunto dei paesi coinvolti.
 
Foto: Enea.it

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