Satelliti su, satelliti giù. Sentinel-4 è in orbita, disperso invece MethaneSat
Riuscito il lancio della prima missione Copernicus geostazionaria che monitorerà l’inquinamento in Europa. Interrotti, al contrario, i contatti con MethaneSat, il satellite che tracciava le emissioni di metano del settore oil & gas: “Ma ha già dato risultati preziosi”.
È riuscito il lancio di Sentinel-4
, la prima missione Copernicus in orbita geostazionaria dedicata al monitoraggio delle condizioni atmosferiche in Europa. Sentinel-4 (nella foto) non è un satellite a sé, ma uno strumento a bordo del satellite Mtg-S1 che potenzia le capacità dell’Ue di osservare la Terra e in particolare l’inquinamento che la circonda.
Lo strumento, che è in orbita a seguito del lancio da Cape Canaveral dello scorso primo luglio 2025, è dotato di uno spettrometro Uvn (Ultraviolet visible near-infrared) avanzato, costruito per misurare con precisione gli inquinanti atmosferici critici come l’ozono, il biossido di azoto, la formaldeide, il biossido di zolfo e gli aerosol. Una volta operativa, la missione fornirà dati orari fondamentali sulla composizione atmosferica. Queste informazioni consentiranno al servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (Cams) di offrire approfondimenti in tempo reale a scienziati, responsabili politici e agenzie ambientali, un sostegno degli sforzi per mitigare l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria in Europa. La missione contribuisce direttamente alle politiche ambientali dell’Ue, tra cui la direttiva sulla qualità dell’aria e sull’ambiente e il piano d’azione “inquinamento zero”.
Copernicus costituisce la componente di osservazione della Terra del programma spaziale dell’Ue.
Non sarà recuperabile
Sempre a proposito di satelliti, c’è invece un intoppo per la missione MethaneSat. “Le strutture operative sulla Terra hanno perso i contatti con il satellite sviluppato da Environmental defense fund per tracciare le emissioni di metano del settore oil & gas in tutto il mondo”: lo comunica la stessa Environmental defense fund, organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si dedica alla protezione dell’ambiente. Il team di ingegneri sta conducendo un’indagine approfondita sulla causa della perdita di comunicazione, spiega l’organizzazione. Lanciata nel 2024, la missione MethaneSat ha perso potenza e probabilmente non sarà più recuperabile. “Sebbene questa sia una notizia dolorosa, non segna la fine del nostro impegno per ridurre le emissioni di metano”, si legge nella nota di Environmental defense fund. Il satellite è “uno dei più avanzati per il tracciamento del metano nello spazio, in grado di misurare le emissioni nelle regioni produttrici di petrolio e gas in tutto il mondo”. Non solo, grazie a MethaneSat sono state acquisite informazioni sulla distribuzione e sul volume di metano rilasciato dalle aree di produzione di fonti fossili, insieme a una nuova capacità di interpretare le misurazioni dallo spazio e tradurle in volumi di metano rilasciato. Questa capacità sarà preziosa per altre missioni, assicura l’organizzazione.
Nei prossimi mesi verranno pubblicate le immagini delle emissioni su scala regionale derivanti dalla produzione globale di petrolio e gas, frutto della missione.
Qui il programma MethaneSat: https://www.methanesat.org/
Qui il programma Copernicus: https://www.copernicus.eu/en/news/ne...
Crediti foto: Copernicus

