Solare termodinamico. Ecco il maxi collettore europeo che taglia i costi del 30%
Al lavoro il consorzio Msa-Through con l’italiana Enea. Il prototipo – testato in Portogallo e anche nell’impianto della Casaccia – promette più efficienza e meno manutenzione grazie a tecnologie come il sale fuso e gli specchi biodegradabili. Possibile un aumento della produzione elettrica pari al 24,5%.
Un collettore solare parabolico
lineare innovativo, più efficiente, più economico e più sostenibile rispetto alle tecnologie tradizionali. È l’obiettivo del progetto europeo Msa-Through, lanciato con un budget di 6,5 milioni di euro. Coordinato dall’Università di Évora (Portogallo), il progetto vede la partecipazione di sette partner, tra cui l’italiana Enea.
Il fulcro dell’innovazione è un prototipo lungo 350 metri, che sarà costruito presso la piattaforma Emsp in Portogallo. Il collettore sarà sottoposto a test meccanici, ottici e termici, e verranno messe alla prova nuove procedure di manutenzione e gestione, più snelle e mirate rispetto agli impianti convenzionali. In particolare, il design del collettore solare prevede un concentratore indipendente dal tubo assorbitore: non ci sono tubi flessibili né connessioni mobili. Questo semplifica il sistema, spiegano i tecnici, riduce le perdite di calore e il costo d’investimento.
Inoltre, la struttura assumerà una “posizione da tempesta” orizzontale che taglia le sollecitazioni del vento del 75%, rendendo i supporti in acciaio più leggeri e meno costosi. Sul fronte dell’efficienza, il progetto punta su specchi biodegradabili, che migliorano il rendimento ottico. È previsto anche un sistema automatico di pulizia che ricicla fino al 90% dell’acqua usata, contribuendo a un aumento delle prestazioni del 4%.
Il fluido termico utilizzato sarà il sale fuso, che funge anche da mezzo di accumulo. Questo consente di generare energia “on demand”, anche a temperature molto elevate (fino a 555 gradi).
Rovense (Enea): “Così stabilizzerà la rete”
L’Enea si occuperà dell’installazione della strumentazione, dei test sul campo e dello sviluppo di una strategia notturna per minimizzare le perdite termiche e abbattere i costi operativi.
“Questa nuova tecnologia di solare termodinamico può supportare l’incremento della quota di energia rinnovabile nel sistema energetico e industriale, contribuendo a stabilizzare la rete elettrica”, spiega Francesco Rovense, referente dell’Agenzia per il progetto, membro del laboratorio Energia e accumulo termico del dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. Un’altra sfida è quella di contenere le dispersioni termiche durante la notte: a tal fine sarà sviluppato un rivestimento termico innovativo per il tubo ricevitore, testato presso l’impianto Enea di Casaccia (Roma; nella foto).
Nell’ultima fase del progetto, è prevista un’analisi tecnico-economica e socio-ambientale, con l’obiettivo di gettare le basi per la futura commercializzazione del sistema. “Enea lavora da oltre vent’anni sull’uso dei sali fusi nei collettori parabolici lineari”, afferma Valeria Russo, responsabile ricerca e sviluppo per l’Agenzia, “ed è grazie a questa esperienza consolidata che siamo stati scelti come partner di Msa-Through”.
Il potenziale
Il potenziale è notevole: secondo il consorzio, il nuovo design potrebbe aumentare la produzione elettrica annua del 24,5% e ridurre i costi del campo solare fino al 30%, rispetto alle tecnologie tradizionali.
Nella foto, l’impianto di prova dei nuovi collettori solari (Pcs) del centro ricerche Enea Casaccia, a Roma (ufficio stampa Enea).

