torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Studio shock. Così l’inquinamento fa aumentare gli arresti cardiaci

where Milano when Mer, 26/11/2025 who roberto

Un alto livello di biossido di azoto nell’aria è associato a un incremento del 7% del rischio di infarti nell’arco di quattro giorni. Lo ha scoperto il Politecnico di Milano. Il caso Lombardia.

In Lombardia, il rischio di subiresmogpolimigraphicalabstractita.jpg un arresto cardiaco può aumentare in giornate con alti livelli di inquinamento atmosferico. È quanto emerge da uno studio condotto dal Politecnico di Milano e pubblicato sulla rivista internazionale “Global Challenges”. I ricercatori hanno analizzato 37.613 casi di arresto cardiaco extra ospedaliero avvenuti in Lombardia tra il 2016 e il 2019 (nel grafico), valutando per ogni episodio le concentrazioni giornaliere di vari inquinanti (pm 2,5, pm 10, NO2, O3 e CO), ottenute dai dati satellitari del programma europeo Copernicus. Lo studio ha utilizzato avanzati modelli statistici spazio temporali per individuare la relazione tra picchi di inquinamento e aumento del rischio di eventi cardiaci.

Incidono anche le polveri sottili
“Abbiamo osservato una forte associazione con il biossido di azoto (NO2): per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo il rischio di arresto cardiaco cresce del 7% nelle 96 ore successive”, spiega Amruta Umakant Mahakalkar, ricercatrice del dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano e prima autrice dello studio. “Anche le polveri sottili (pm) mostrano un aumento del rischio, rispettivamente del 3% e 2,5%, già nello stesso giorno dell’esposizione”, aggiunge.
L’effetto è più marcato nelle aree urbane ma si osservano associazioni significative anche nei centri rurali. In particolare, il rischio cresce nei mesi caldi, suggerendo una possibile interazione tra calore e inquinanti. L’associazione è stata osservata anche a livelli inferiori ai limiti di legge, suggerendo che non esiste una soglia sicura di esposizione.
“Il legame tra qualità dell’aria e arresti cardiaci extra ospedalieri è un campanello d’allarme per i sistemi sanitari locali”, aggiunge Enrico Caiani, docente del Politecnico di Milano e coautore dello studio. “In periodi di elevato inquinamento, i servizi di emergenza dovrebbero prevedere un potenziale aumento delle richieste di intervento”.
Lo studio evidenzia come l’inquinamento atmosferico sia un fattore di rischio significativo per la salute cardiovascolare, anche a breve termine, e invita a considerare queste evidenze nelle politiche di prevenzione e nella gestione delle emergenze sanitarie.
 
Oms: lo smog responsabile di milioni di morti
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’inquinamento atmosferico è il secondo fattore di rischio ambientale per le malattie non trasmissibili, responsabile ogni anno di milioni di morti nel mondo. La Lombardia, una delle regioni più industrializzate e densamente popolate d’Europa, è particolarmente esposta a episodi di smog durante l’inverno, quando l’accensione delle caldaie e la scarsa dispersione atmosferica peggiorano la qualità dell’aria.
I risultati dello studio offrono uno strumento utile per le istituzioni e i servizi di emergenza. L’integrazione dei dati ambientali nei sistemi di previsione sanitaria potrebbe consentire, in futuro, di anticipare l’aumento delle chiamate di emergenza e migliorare la pianificazione delle risorse.
Proprio su questa linea di ricerca si innesta il nuovo progetto Clima Care, finanziato dalla European space agency (Esa), che prende ufficialmente il via. Il progetto sarà dedicato all’utilizzo dei dati satellitari per approfondire l’analisi dell’impatto delle condizioni ambientali sulla salute pubblica e, in particolare, sui servizi medici di emergenza in Lombardia. Tra i partner del progetto figurano il German aerospace centre - capofila dell’iniziativa - e il Group on earth observation, coordinato dall’Organizzazione meteorologica mondiale.
 
Leggi qui lo studio “Short-term effect of air pollution on Ohca in Lombardy – A case crossover spatiotemporal study. Global challenges (2025)”:
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/gch2.202500241

immagini
smog-polimi