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Surprais! I microrganismi degli oceani fermano il riscaldamento globale

where Los Angeles when Mer, 10/09/2025 who roberto

Una rete elettrica vivente – composta da archea e batteri – neutralizza il metano che fuoriesce dai fondali: questo filtro naturale, se riprodotto, potrebbe essere la svolta nella lotta ai gas serra risultanti dalle attività umane. L’hanno scoperto gli scienziati della University of Southern California.

Sui fondali di mari e oceanibatteri-pixnio.jpg vivono microrganismi in grado di mangiare il metano, un gas serra molto più potente della CO2. E ora si è compreso come ci riescono: due microbi molto diversi tra loro lavorano insieme formando una rete elettrica vivente, capace di consumare questo gas che fuoriesce dai fondali prima che raggiunga l’atmosfera. Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista “Science Advances” e guidato dalla University of Southern California (Usc), che potrebbe portare a strategie innovative anche contro i gas serra prodotti dalle attività umane.
Secondo le stime, tra il 70 e il 90% del metano prodotto dai sedimenti oceanici viene neutralizzato da tali organismi, impedendo che contribuisca all’effetto serra su larga scala. Nessun microrganismo da solo è però in grado di consumare il metano; i ricercatori guidati da Hang Yu hanno infatti rilevato che a fare il lavoro è una coppia. Da un lato c’è un tipo di microbo appartenente agli archea, uno dei tre grandi gruppi insieme a batteri ed eucarioti in cui sono divisi gli esseri viventi: questi scompongono il metano, in un processo che rilascia elettroni che, se non vengono presi in carico da un’altra molecola, bloccano tutta la reazione. Qui entrano in gioco i batteri, il secondo elemento della super coppia, che non sono in grado di consumare il gas, ma aiutano gli archea trasferendo gli elettroni alle loro molecole di solfato.
 
Campioni dal Mediterraneo e dal Pacifico
In particolare, secondo lo studio pubblicato lo scorso 2 settembre, gli archea metanotrofi anaerobici e i batteri solfato-riducenti, pur incapaci di operare da soli, si connettono attraverso proteine conduttrici. In questo modo, gli elettroni liberati dalla degradazione del metano passano direttamente da un microbo all’altro, spiegano gli scienziati, alimentando un flusso bioelettrico che rende possibile la reazione anaerobica del metano.
La ricerca è stata condotta grazie a tecniche elettrochimiche avanzate e a campioni raccolti nel Mediterraneo, nel bacino di Guaymas e lungo la costa californiana: così il team guidato da Hang Yu ha misurato per la prima volta questo scambio.
 
I commenti
“Questo tipo di cooperazione microbica agisce come un grande guardiano naturale, riducendo le emissioni di metano nell’oceano e in atmosfera”, ha spiegato il capo team della University of Southern California.
Victoria Orphan, microbiologa di Caltech, ha definito la scoperta la dimostrazione dell’esistenza di una “simbiosi elettrica sofisticata”, insieme “all’evidente potere collaborativo dei microbi anche negli ambienti più remoti, come i fondali marini”. Caltech – il California Institute of Technology – è uno dei centri di ricerca più prestigiosi al mondo, con sede a Pasadena, e ha avuto un ruolo importante nello studio, soprattutto sul piano scientifico e metodologico.
 
Come emulare questi guardiani naturali?

La scoperta apre nuove prospettive per tecnologie bioispirate: secondo gli scienziati, sarà possibile immaginare sistemi artificiali o ingegnerizzati che emulino questa rete naturale, per contrastare i gas serra derivanti dalle attività umane. La rete elettrica vivente dei fondali, infatti, non solo amplifica la nostra comprensione dei cicli bio-geochimici, ma fornisce un nuovo paradigma di lotta al cambiamento climatico. Il metabolismo collaborativo è la prova che la natura, anche a livello microscopico, offre risposte rivoluzionarie agli squilibri globali.
 
Qui tutte le info sullo studio: https://dornsife.usc.edu/stories/sci...

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