Per tutti gli isotopi! L’Enea è capofila nei reattori di quarta generazione
Test positivi sui sistemi di raffreddamento a piombo al centro ricerche Brasimone, nell’ambito del progetto europeo Pascal da 4 milioni di euro.
Un progetto Ue da oltre 4 milioni
di euro per garantire affidabilità e sicurezza ai reattori nucleari di quarta generazione raffreddati a piombo. Le attività, coordinate dall’Enea, hanno messo in campo dei test nel centro ricerche Brasimone (Bologna) per dimostrare la capacità dei sistemi di operare senza rischi anche in assenza di misure di emergenza esterne al sito.
Il tutto è realizzato all’interno del progetto Pascal coordinato dall’Agenzia italiana e cofinanziato da Euratom nell’ambito del programma Ue Horizon 2020, che ha coinvolto 16 partner europei e prodotto oltre quaranta rapporti tecnici e 15 articoli scientifici.
Studi su affidabilità e sicurezza
Sono stati condotti esperimenti, simulazioni e analisi su diversi aspetti e componenti dei reattori, studiandone il comportamento sia in scenari operativi realistici che incidentali, riprodotti in laboratorio, spiega l’Enea sul proprio sito. Nel dettaglio, gli studi hanno riguardato l’integrità e la resilienza delle barriere che, in ogni reattore nucleare, isolano e confinano il materiale radioattivo.
I risultati hanno confermato anche la robustezza del design del reattore Alfred, il primo dimostratore industriale di reattore nucleare di quarta generazione raffreddato a piombo liquido che verrà realizzato a Pitești, in Romania, dal consorzio Eagles; il consorzio è composto da Enea, Ansaldo Nucleare, Sck Cen e Raten.
L’esperimento Fiv
Inoltre, al centro ricerche Brasimone (Bologna), un team di ricercatori dell’Enea ha condotto un esperimento, denominato Fiv, dedicato allo studio delle vibrazioni meccaniche indotte dal moto del piombo liquido sulle barrette di combustibile che ospitano il materiale fissile, un aspetto cruciale per garantire durabilità e sicurezza dei reattori. Per riprodurre le condizioni reali di esercizio, i ricercatori hanno progettato e testato 19 barrette identiche a quelle del reattore Alfred. Le prove sono state condotte nell’impianto multifunzionale Helena (nella foto), che consente la circolazione controllata di piombo fuso ed è utilizzato per lo sviluppo e la qualifica del combustibile e della strumentazione, per analisi di sicurezza e validare i codici. I risultati hanno confermato che le vibrazioni osservate sono trascurabili dal punto di vista strutturale, confermando così le ipotesi di progetto.
Il commento
“L’esperimento Fiv rappresenta un passo avanti per la qualificazione dei reattori a piombo e per la comprensione dei fenomeni fluidodinamici che ne influenzano il comportamento meccanico”, spiega Giacomo Grasso, coordinatore del progetto e responsabile del laboratorio Enea progettazione e analisi di sistemi nucleari. “Con questo risultato, Enea conferma il proprio ruolo di riferimento nella ricerca nucleare avanzata, a supporto dello sviluppo di reattori di quarta generazione, in linea con la strategia europea al 2050”, conclude l’esperto.
Nella foto, l’impianto Helena (ufficio stampa Enea)

