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Per tutti gli isotopi! La Marina italiana accelera sulla propulsione nucleare

where Roma when Mer, 03/12/2025 who roberto

Al via la consultazione di mercato per reattori Smr di nuova generazione da installare su navi e sottomarini. In campo un budget da 2,9 milioni di euro e due anni di studi.

La Difesa compie un passo versolhd-trieste.jpg l’adozione di sistemi nucleari compatti, gli Smr (small modular reactor), per le future grandi unità navali. Navarm, la direzione degli armamenti navali, ha avviato una consultazione preliminare per capire se, oltre a Fincantieri, esistano altri soggetti capaci di sviluppare studi di fattibilità sull’uso di reattori a fissione di generazione 3+ e 4. L’ipotesi riguarda navi come la Lhd Trieste e il nuovo sottomarino U212Nfs. In campo un budget da 2,9 milioni di euro e due anni di studi. Lo riporta shippingitaly.it.

La richiesta rientra nel progetto Minerva, già parte del Piano nazionale di ricerca militare (Pnrm), che punta alla “marinizzazione” di reattori compatti per garantire autonomia energetica, meno rumorosità e bassa impronta logistica. “Gli Smr rappresentano una svolta per efficienza e sicurezza”, spiegano fonti tecniche, sottolineando come Stati Uniti, Regno Unito e Francia utilizzino da decenni propulsioni simili.

Lo studio dovrà analizzare compatibilità tecniche, vincoli progettuali, addestramento degli equipaggi e possibili collaborazioni con Ue e Nato. Dovrà anche definire, in via preliminare, le norme per il futuro “nucleare navale italiano” e individuare siti idonei alla costruzione, manutenzione e gestione dei reattori, oltre alle basi da convertire in Nuclear naval base. Si tratta di un percorso complesso, ma inevitabile per la prossima generazione di navi militari, affermano gli esperti del settore.
Fincantieri ha già confermato il proprio impegno nello sviluppo di tecnologie nucleari avanzate in collaborazione con la Marina, ma la consultazione resta aperta a ulteriori operatori.

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lhd-trieste