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Via alla 41esima spedizione italiana in Antartide con 200 ricercatori e tecnici

where Roma when Mer, 05/11/2025 who roberto

Attuata da Cnr, Enea e Ogs, la missione si concentrerà su progetti riguardanti glaciologia, geologia, climatologia, biodiversità e oceanografia. I primi arrivi degli scienziati alla base Zucchelli.

È iniziata la 41esima spedizione arrivobasemariozucchelliinantartidepnra.jpgdi ricerca italiana in Antartide. L’operazione quest’anno coinvolge circa duecento tra tecnici, ricercatori e ricercatrici impegnati in progetti riguardanti glaciologia, geologia, climatologia, biodiversità e oceanografia, che saranno realizzati tra la base Mario Zucchelli, quella di Concordia e a bordo della rompighiaccio Laura Bassi. Le missioni italiane in Antartide sono condotte nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra), finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e gestito dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, dall’Enea per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività nelle basi antartiche e dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) per la gestione della nave rompighiaccio.

Il primo contingente di tecnici atterrato in territorio antartico (nell’immagine) ha già ripristinato l’operatività della base costiera Mario Zucchelli, chiusa dallo scorso febbraio, e sta verificando le condizioni del ghiaccio marino dove sarà allestita la pista di atterraggio per i successivi voli per il trasporto di materiale e del personale impegnato nella missione. Nella base Zucchelli sono previsti in questa campagna “interventi di ammodernamento”, come la riqualificazione della viabilità interna, la manutenzione del molo e opere per ospitare nuovi impianti tecnici, dice Elena Campana, responsabile dell’unità tecnica Antartide dell’Enea.

Le attività alla Concordia
Interventi di manutenzione sono previsti anche nella base italo-francese Concordia, sul plateau antartico. Qui, a inizio novembre, è iniziata la campagna estiva con un equipaggio di 12 ricercatori e tecnici (cinque italiani, sei francesi e un britannico) che per un anno lavoreranno nella base, anche durante l’inverno antartico. Sempre a Concordia, a 35 chilometri dalla base, rientrerà in funzione il campo della stagione conclusiva del progetto internazionale “Beyond Epica Oldest Ice”, cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr (Cnr-Isp). In totale, il team della 41esima spedizione italiana sarà impegnato in 14 tra progetti e osservatori permanenti su ambiente e cambiamenti climatici, biodiversità, studio dei movimenti della crosta terrestre, astronomia, astrofisica e meteorologia spaziale.

“Approfondiremo la conoscenza del clima”
“Grazie a queste nuove ricerche, approfondiremo la conoscenza del clima di questo delicato e prezioso ecosistema e indagheremo l’impatto che le attività umane possono avere anche in un luogo così remoto e isolato”, ha osservato Giuliana Panieri, direttrice del Cnr-Isp.

La nave rompighiaccio
Le attività di ricerca della campagna scientifica si svolgeranno anche a bordo della nave Laura Bassi salpata a inizio ottobre da Trieste e che arriverà in Nuova Zelanda a metà novembre, passando per il Canale di Panama, dopo circa cinquanta giorni di navigazione. La nave inizierà poi il suo viaggio verso l’Antartide il 25 novembre per fare ritorno a Lyttelton il 18 dicembre. A fine dicembre la rompighiaccio partirà nuovamente dalla Nuova Zelanda per la seconda parte della missione in Antartide che terminerà all’inizio di marzo 2026 e che vedrà la realizzazione di cinque progetti scientifici. A bordo sono previsti 28 fra ricercatori e tecnici, oltre a un equipaggio navigante di 23 membri.

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