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A2A presenta il piano di transizione climatica. Ecco che cosa contiene

where Milano when Gio, 04/12/2025 who roberto

Il gruppo guidato da Mazzoncini investirà 7 miliardi di euro al 2035 in rinnovabili, efficienza energetica, valorizzazione dei rifiuti e teleriscaldamento. Si punta a ridurre le emissioni dirette del 50% al 2035 e dell’80% al 2040 rispetto ai livelli del 2017. A2A Ambiente coordina il progetto di sviluppo e ottimizzazione dei processi per l’estrazione del fosforo e di altri nutrienti delle acque reflue.

A2A investirà 7 miliardi di euro dasinrobertotascaerenatomazzoncinilow.jpgal 2035 per il potenziamento delle rinnovabili, le tecnologie per l’efficienza energetica, la valorizzazione dei rifiuti e lo sviluppo della rete di teleriscaldamento. È questa la decarbonizzazione secondo la società guidata da Renato Mazzoncini, che ha presentato il suo primo piano di transizione climatica definendo target, leve operative e strumenti finanziari per guidare il gruppo verso l’obiettivo del Net Zero al 2050. Il documento strategico, concepito come strumento dinamico e trasparente, verrà aggiornato annualmente in parallelo e in assoluto coordinamento con il piano Industriale, così da riflettere costantemente l’evoluzione degli scenari energetici e macroeconomici.
 
Obiettivo neutralità
Il piano si fonda su uno scenario energetico che prevede per l’Italia il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050, con un ruolo rilevante delle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂ (ccs) e una crescita della domanda elettrica legata all’elettrificazione dei consumi, a cui si aggiunge il recente sviluppo dei data center. Nel transition plan la crescita della domanda di energia da parte di questi hub digitali non è ancora stata considerata; se le previsioni degli scenari nazionali più recenti verranno confermate, sarà necessario definire, dal prossimo aggiornamento, un nuovo approccio alla produzione elettrica che garantisca un carico baseload costante e sicuro.
 
I due pilastri
La strategia del gruppo ruota attorno a due pilastri: l’elettrificazione dei consumi, sostenuta da un forte incremento delle fonti rinnovabili e dal contributo del gas naturale in impianti termoelettrici ad alta efficienza nel breve-medio periodo; l’economia circolare, attraverso la valorizzazione dei rifiuti e degli scarti come materia o energia, contribuendo così a una significativa riduzione delle emissioni.
L’obiettivo finale è una riduzione di almeno il 90% della carbon footprint del gruppo entro il 2050 rispetto al 2023, con compensazione delle sole emissioni residue tramite crediti di rimozione certificati.
Il piano conferma inoltre: riduzione del 50% delle emissioni dirette entro il 2035 e dell’80% entro il 2040 (rispetto al 2017); riduzione del 61% dell’intensità emissiva (grammi di CO₂ per chilowattora) entro il 2035 (rispetto al 2017); azzeramento delle emissioni Scope 2 legate all’acquisto di energia entro il 2026; riduzione delle emissioni Scope 3 lungo la catena di fornitura (-30%), nelle attività upstream dei vettori energetici (-60%) e nell’uso del gas da parte dei clienti (-22%) al 2035 (baseline 2023).
La catena di fornitura rappresenta una leva determinante del percorso: per questo il gruppo ha avviato il progetto Scope 3, dedicato al supporto dei fornitori nell’implementazione di strategie di riduzione delle emissioni.
 
Finanza verde
Complessivamente, i circa 7 miliardi di capex al 2035 saranno allocati in particolare per: 3,4 miliardi allo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili; un miliardo a soluzioni di cattura della CO₂ per impianti waste-to-energy, recupero di calore industriale e dai data center per le reti di teleriscaldamento, elettrificazione della flotta dedicata alla raccolta rifiuti e sviluppo della produzione da bioenergie.
Il piano è sostenuto da strumenti di finanza sostenibile, come il primo european green bond del gruppo e il primo blue bond in Italia. L’obiettivo è portare al 100% la quota di debito esg entro il 2035 (attualmente all’82%).
Elemento imprescindibile della strategia è la just transition: il gruppo garantirà percorsi di reskilling e upskilling a tutto il personale coinvolto nelle attività che evolveranno nel contesto della decarbonizzazione, con programmi formativi dedicati e iniziative per attrarre nuove competenze. Parallelamente, A2A prosegue il dialogo con i territori attraverso iniziative di ascolto, engagement e formazione rivolte a cittadini, imprese e scuole, promuovendo una transizione equa, inclusiva e condivisa.
 
I commenti
“La mitigazione dei cambiamenti climatici rappresenta una condizione imprescindibile per la stabilità dei sistemi ambientali, sociali ed economici. Dal 2000 gli eventi meteo estremi hanno generato danni per oltre 3.600 miliardi di dollari e le stime indicano che i costi dell’inazione potrebbero raggiungere i 1.200 trilioni di euro, quasi il doppio degli investimenti necessari a rispettare gli accordi di Parigi” – ha dichiarato Roberto Tasca, presidente di A2A. – “In questo scenario, i piani di transizione climatica delle imprese rivestono un ruolo essenziale nella mobilitazione dei capitali: permettono di valutare preventivamente i rischi, individuare nuove opportunità di investimento, rafforzare la fiducia del mercato e favorire un migliore accesso al credito, contribuendo alla riduzione dei costi di finanziamento. Essi costituiscono inoltre la base delle strategie di finanza sostenibile, un ambito nel quale il nostro gruppo è stato pioniere, con l’emissione del primo european green bond e del primo blue bond in Italia. Iniziative che confermano come la transizione verso modelli di business più responsabili possa generare valore finanziario per l’azienda e per tutti gli stakeholder.”
“La crisi climatica richiede visione, coerenza e la capacità di agire con responsabilità nel lungo periodo. Affrontiamo questa sfida facendo leva sulle nostre competenze industriali, sull’innovazione tecnologica su cui stiamo investendo e su un modello di business che integra dimensione ambientale, economica e sociale” – ha soggiunto Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A – “Il nostro obiettivo è chiaro: raggiungere il Net Zero su tutti gli Scope emissivi entro il 2050. Il piano di transizione climatica chiarisce come intendiamo farlo, definisce tappe intermedie ambiziose e amplia la nostra visione oltre l’orizzonte del piano Industriale al 2035, pur nella consapevolezza che, in scenari in rapido cambiamento, dovremo costantemente aggiornare traiettoria e azioni. In questo quadro, abbiamo già previsto circa 7 miliardi di investimenti dedicati a specifiche leve di decarbonizzazione: 5 per la transizione energetica e 2 per l’economia circolare.”
 
A2A e i fanghi
A2A Ambiente coordina il progetto F.o.s.f.o.r.o. – sigla di Fanghi organici sostenibili per il futuro: ottimizzazione del recupero di ortofosfati e altri nutrienti, approvato dalla Regione Lombardia nell’ambito del bando Collabora&Innova, che punta a bruciare i fanghi di depurazione come risorsa strategica per l’ambiente e l’industria, attraverso soluzioni innovative per il recupero del fosforo e di altri nutrienti. Il progetto, che prevede un investimento complessivo di circa 3,5 milioni di euro, di cui 1,7 milioni finanziati attraverso il bando Collabora & Innova legato al programma regionale FESR 2021–2027, consiste nello sviluppo e nell’ottimizzazione dei processi per l’estrazione del fosforo e di altri nutrienti sia nella fase di depurazione delle acque reflue sia nella combustione dei fanghi prodotti.

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