Ecco che cosa hanno detto gli ad delle utility all’Italian Energy Summit
Al centro del dibattito l’acqua, una commodity poco considerata secondo Luca Dal Fabbro (Iren) e Fabrizio Palermo (Acea). Mentre Mazzoncini (A2A) non crede al ministro Pichetto sulla diminuzione del prezzo del gnl.
“L'acqua è una commodity
poco attenzionata. Sull’acqua passerà parte della competitività del Paese. Basti pensare che secondo alcune previsioni, tra 10 anni nella pianura Padana mancherà una buona quantità di acqua. Per gestirla serve un piano di investimenti di lungo periodo; serve un Piano Marshall”. Lo ha affermato Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren e presidente di Utilitalia, intervenendo all'Italian Energy Summit del Sole 24 Ore. Questo piano “deve avere quattro direttrici: ricercare le perdite e sostituire i tubi; servono nuovi depuratori; bisogna investire nella qualità dell’acqua e poi c'è il tema del rischio idrogeologico”. Dal Fabbro ha infine annunciato che “come Utilitalia stiamo lanciando un piano per la sicurezza delle reti cibernetiche che sono essenziali per aumentare la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Ciò che è accaduto in Spagna ci fa pensare che potrebbero esserci dei rischi aggiuntivi oltre a quello dell'approvvigionamento fisico delle molecole che vanno attenzionati, ridotti e mitigati. In questo quadro le utility possono svolgere un ruolo fondamentale”.
D’accordo sull’importanza del tema idrico anche Fabrizio Palermo, ad e dg di Acea, “Sentiamo ogni giorno parlare di transizione energetica, molto meno di transizione idrica: in realtà si tratta di due percorsi fortemente connessi. L’acqua non è infinita, dobbiamo gestirla con responsabilità. Troppo spesso data per scontata, è il motore silenzioso del sistema economico ed è fortemente interconnessa con l’energia”. Palermo ha quindi aggiunto: “Si ha sempre più bisogno di ingenti quantità di acqua da parte dei settori industriali e dell’Ai in maniera sempre più importante. È stato stimato che al 2030 il consumo di acqua dei data center sarà pari al consumo odierno annuo degli Usa”. Inoltre - ha proseguito - serve energia per captare, trattare, distribuire e depurare l'acqua che usiamo. In Acea, seguendo la strada maestra dell’acqua, e coerenti con la nostra storia, stiamo integrando l’utilizzo delle nuove tecnologie ridefinendo il modo di progettare, gestire e manutenere le infrastrutture, implementando sempre più l’AI e la robotica”.
Le parole di Pichetto, Mazzoncini e Fabbri
Si è parlato anche di gas, della questione gnl e di reti al dibattito del Summit. “Non ci sta che uno spread di 2-2,5 euro si ribalti su tutto il complesso gas”. Così il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto, in merito ai due indici che influenzano il prezzo del gas naturale. Non molto convinto, invece, l'ad di A2A, Renato Mazzoncini, che ha detto di essere “molto scettico che il gnl diventi competitivo. Lo paghiamo 3 euro in meno del gas russo ma dobbiamo liquefarlo, trasportarlo e rigassificarlo, per un totale di 20 euro al MWh. Il gas non si abbasserà mai più ai livelli che abbiamo visto perché ci sono i costi incomprimibili. Bisogna avere un energy mix sempre più orientato alle rinnovabili e costruire impianti termoelettrici più efficienti”. Secondo Mazzoncini “se volgiamo rendere il Paese più competitivo abbassando la bolletta per tutti bisogna sviluppare l’elettrificazione, dall’auto ai consumi domestici”.
Cristian Fabbri presidente Hera, si concentra sulle reti: “Siamo tra i pochi operatori in Italia che gestiscono sullo stesso territorio la rete sia gas sia elettrica e stiamo investendo sinergicamente su entrambe, nella consapevolezza che non potremo fare a meno del gas per i prossimi vent’anni”.


