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Osservatorio. Le utility al centro del rilancio di PMI e Pubblica Amministrazione

where Milano when Gio, 06/05/2021 who roberto

Secondo i risultati dello studio di Agici Accenture, le utility dovranno passare ad un modello a piattaforma in grado di mixare attività, prodotti e servizi propri con quelli di altri soggetti

Il contributo delle utility può accelerareutility-green_0.jpg in modo sostanziale il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità al 2030. Al momento solo il 31% ha manifestato obiettivi correlati alla sostenibilità. Lo evidenziano i risultati dello studio presentato dall’Osservatorio Agici-Accenture. 
Nell’anno della pandemia le utility hanno dimostrato un’ottima resilienza, garantendo al Paese la continuità di tutti i servizi essenziali e registrando perdite contenute in termini di redditività. La transizione energetica in atto offre adesso alle utility un’occasione unica per assumere un ruolo forte nel processo di rinnovamento del Paese, anche considerato il notevole impulso dato proprio alla transizione energetica dalla Commissione europea e la sua centralità all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con oltre 80 miliardi di euro di investimenti destinati all’innovazione di PMI e PA da ultima versione del PNRR.
 
Lo studio: verso un modello a piattaforma
Le utility, si legge nello studio, sono chiamate a guidare questa grande trasformazione verso un’economia più decarbonizzata e sostenibile, godendo di un posizionamento chiave all’interno della filiera della fornitura di energia e di competenze uniche in questo settore. Inoltre, i loro rapporti consolidati con le piccole e medie imprese e la pubblica amministrazione ne fanno degli attori privilegiati per il rilancio di questi due perni del tessuto economico e sociale italiano che nel corso degli anni hanno accumulato gravi ritardi in termini di competitività e innovazione, e che adesso sono il focus di una larga parte delle risorse del piano di interventi previsti dal governo per il rilancio. Il nuovo contesto tecnologico, il processo di elettrificazione e la generazione distribuita in continua crescita impongono alle utility di ripensare il loro modello di business riorientandolo verso un modello a piattaforma, che le faccia progressivamente passare dal ruolo di utility integrate (produzione, distribuzione, fornitura) a quello di orchestratori di un ecosistema in grado di mixare attività, prodotti e servizi propri con quelli di altri soggetti.
 
A supporto delle PMI
Le utility ricopriranno un ruolo sempre più decisivo nei confronti delle piccole e medie imprese diventando gli “intermediari” per conto delle PMI, che riceverebbero dalle utility un’offerta standard, inclusiva della parte di accesso all’investimento e di supporto post riqualificazione, evitando che il percorso di cambiamento sia affrontato singolarmente dalle numerose piccole e medie imprese che caratterizzano il nostro tessuto economico. Sarà fondamentale che le utility si rivolgano alle PMI con un’offerta inclusiva, standardizzata ma anche facilmente personalizzabile sulle loro specifiche esigenze, in grado da una parte di minimizzare le complessità tecniche e amministrative associate alla loro fruizione e all’accesso alle agevolazioni pubbliche disponibili. Con questa logica, le aziende di pubblica utilità potranno guidare la riqualificazione energetica delle PMI e orientare i loro investimenti verso l’autoproduzione da rinnovabili, l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile; al di là degli interventi in ambito energetico, potranno poi indirizzare scelte di economia circolare, con offerte per la gestione del ciclo rifiuti, e supportare la digitalizzazione delle PMI con piattaforme “pronte all’uso” per la gestione aziendale, i pagamenti, l’e-commerce e il digital marketing.
 
Abilitare le soluzioni per le smart city
Le utility hanno il potenziale per supportare anche la pubblica amministrazione in tutte le fasi della riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico, dalla diagnosi energetica fino alla realizzazione e al monitoraggio degli interventi. Data la loro capacità di sviluppare e operare reti infrastrutturali distribuite, la grande sfida dei prossimi anni sarà guidare la trasformazione delle nostre città abilitando tutte quelle soluzioni orientate alla Smart City che, tramite tecnologie avanzate e reti di sensoristica digitali, siano capaci di migliorare la sostenibilità e la qualità di vita dei cittadini nei grandi e piccoli comuni italiani. Rientrano in questo ambito soluzioni intelligenti per la mobilità sostenibile, la gestione del ciclo rifiuti e del ciclo idrico, la logistica, l’illuminazione pubblica, la sicurezza e l’abilitazione di percorsi culturali intelligenti.
 
“La transizione energetica in atto offre un’occasione unica per le utility per assumere un ruolo forte nel processo di rinnovamento del Paese e nella creazione di un ecosistema inclusivo e sostenibile in grado non solo di offrire servizi innovativi, ma di migliorare il conto economico, la reputazione e la competitività di PMI e PA, generando benefici rilevanti a livello sociale e ambientale con la riduzione di gas effetto serra, minore accumulo di rifiuti e miglioramento della qualità di vita delle persone. Si tratta di una logica di lungo periodo, che impone un vero e proprio cambiamento culturale per generare un valore tangibile e condiviso” ha dichiarato Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia. “La recente approvazione del Piano di Ripresa e Resilienza pone le basi per un nuovo modello di sviluppo in grado di coniugare industria e ambiente. La vera sfida, tuttavia, inizia ora, perché è da ora in poi che dalle parole bisognerà passare ai fatti e ciò richiederà grande impegno per tutti i soggetti coinvolti. È quindi confortante sapere che le utility italiane hanno tutte le caratteristiche per “mettere a terra” progetti concreti e utili per il Paese: un grande patrimonio di competenze tecniche e manageriali, un forte legame con i territori, una solida salute economico-finanziaria” ha commentato Marco Carta, Amministratore Delegato di Agici.

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