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Sorpresa. A Palermo c’è (da anni) un acquedotto segreto controllato dalla mafia

where Palermo when Gio, 26/02/2026 who roberto

Lo conferma l’amministratore unico di Amap Palermo. Dalla rete parallela transitano ogni anno 1,5 milioni di metri cubi d’acqua verso lo Zen 2, facendo perdere 5 milioni di euro.

A Palermo c’è un ramo della retezen.jpg idrica che è controllata dalla mafia da molti anni. Lo ha confermato, dopo che varie inchieste l’avevano segnalato, Giovanni Sciortino, amministratore unico di Amap, l’azienda municipalizzata acqua e energia del capoluogo siciliano.
 
La rete parallela
Si è scoperto nel quartiere Zen 2 controllato da famiglie mafiose è stata realizzata molti anni fa una rete parallela dove passano, per ammissione del dirigente, circa 1,5 milioni di metri cubi l’anno, senza però che vi sia alcun pagamento per questo prelievo perché non esiste alcun contatore. Secondo Sciortino, leggiamo da Sicilianews24, la rete idrica dello Zen 2 non appartiene all’Amap, eventuali guasti non possono essere riparati dall’azienda pubblica: “Non possiamo fare contratti allo Zen 2”, ha aggiunto, sottolineando come la situazione fosse nota ma di difficile soluzione. Ma questo ammanco provoca alle casse già disastrate dell’azienda un buco di bilancio da cinque milioni di euro.
 
Un sistema presente da anni
Un’inchiesta di un’altra testata giornalistica, il Giornale di Sicilia, aveva portato alla luce le prove dell’esistenza di questa rete fantasma creata negli anni e controllata da Cosa Nostra. Le condutture corrono sotto il quartiere come vene scoperte: entrano ed escono dai muri, attraversano i padiglioni e raggiungono ogni abitazione. Tubazioni marce e rattoppate, sostenute da staffe ormai consumate, fanno intuire quanto fragile sia l’intero sistema. Intorno ai tubi, centinaia di fili elettrici di allacci abusivi si intrecciano con i pochi contatori ufficiali e dimostrano – stando al Giornale di Sicilia - che la mafia ha il controllo completo dei servizi essenziali del quartiere. Il sistema parallelo alimenta autoclavi e cisterne domestiche, bypassando completamente la gestione pubblica.“È un sistema costruito negli anni e controllato dalla mafia, che si fa pagare per erogare l’acqua corrente”, scriveva il Giornale di Sicilia.
 
Primi arresti
La Procura di Palermo intanto ha già avviato due inchieste sulla vicenda. Nell’ambito delle indagini, carabinieri e polizia hanno arrestato cinque persone coinvolte nella gestione della rete clandestina. Si tratta di un sistema capillare e sotterraneo, che di fatto sostituirebbe l’infrastruttura pubblica nel quartiere, imponendosi come unico canale di approvvigionamento idrico per molte utenze. La rete, parrebbe, è riconducibile ai clan Lo Piccolo.
Secondo il dossier presentato da Amap al tavolo permanente per l’ordine e la sicurezza, coordinato dal prefetto Massimo Mariani, la rete sotterranea fornirebbe acqua anche ad abitazioni e attività che risultano allacciate regolarmente al servizio pubblico, confermando l’uso illecito da parte di utenti “ufficiali”.

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zen-palermo