Tempo di bilanci. Iren, bene i numeri dei nove mesi
L’ebitda dell’utility segna un +9% affiancato dal contributo di tutte le linee di business, dal piano di sinergie e dal consolidamento di Egea Holding. L’utile netto di gruppo aumenta del 12%.
Migliorano tutti i conti di Iren
nei primi nove mesi del 2025. Lo evidenzia il consiglio d’amministrazione della multi utility del Nord Ovest che ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2025.
Ricavi
I ricavi consolidati al 30 settembre 2025 si attestano a 4.839,8 milioni di euro, in aumento del +16,4% rispetto ai 4.156,6 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024. I principali fattori di incremento del fatturato sono riferibili ai ricavi energetici, influenzati per circa 90 milioni di euro dall’aumento dei prezzi delle commodities e per circa 160 milioni di euro dai maggiori volumi energetici venduti.
Contribuisce positivamente il consolidamento, a far data dal 1° gennaio 2025, del gruppo Egea Holding per 313 milioni di euro e le attività di efficienza energetica per circa 59 milioni di euro.
Il margine operativo lordo ammonta a 1.003,5 milioni di euro, in aumento del +8,7% rispetto ai 923,5 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024. L’incremento del margine di periodo è attribuibile prevalentemente al consolidamento del gruppo Egea Holding (+43 milioni di euro), alla crescita organica (+18 milioni di euro) e al piano di sinergie (+16 milioni di euro).
L’incremento della business unit reti, oltre ad essere correlato ai riconoscimenti tariffari in conseguenza degli investimenti effettuati negli scorsi anni e agli effetti regolatori per la revisione dei parametri tariffari, ha anche beneficiato di alcuni fattori positivi (premi qualità idrico e delibera Arera 570/R/ gas) che hanno più che compensato il venir meno delle plusvalenze relative ai conguagli tariffari per il recupero dell’inflazione del servizio idrico integrato che avevano caratterizzato positivamente l’esercizio 2024 (-9 milioni di euro) e non più ripetibili e la riduzione dei Wacc riconosciuti nei settori della distribuzione gas ed energia elettrica.
Lo scenario energetico è stato caratterizzato da prezzi delle commodities in crescita rispetto al 2024, ma in rallentamento nel corso del terzo trimestre 2025.
Peggiorano i margini
L’andamento dei prezzi, ai fini del margine di produzione energetica, ha comportato effetti contrastati e complessivamente negativi (-4 milioni di euro), con margini in lieve flessione sia per la produzione elettrica (-1 milione di euro) che per la produzione calore (-3 milioni di euro). Il peggioramento del margine è inoltre dovuto alle minori quantità prodotte, in particolare quelle legate alla produzione idroelettrica (-12 milioni di euro) a causa della scarsa idraulicità del periodo estivo, parzialmente compensate dalle maggiori quantità di calore (+8 milioni di euro) e dagli impianti della business unit ambiente (+2 milioni di euro).
Risulta invece particolarmente positivo l’apporto del corrispettivo capacity market (+20 milioni di euro), solo parzialmente assorbito dal minore contributo del mercato dei servizi di dispacciamento (-9 milioni di euro). In flessione risulta l’attività di commercializzazione delle commodities energetiche (-3 milioni di euro), principalmente per l’atteso minor margine della vendita gas (-10 milioni di euro), attività che nei primi mesi 2024 aveva beneficiato di una marginalità positiva straordinaria e non replicabile, mentre risultano in miglioramento i margini della vendita di energia elettrica (+7 milioni di euro).
La variazione del margine in riferimento alle singole business unit è così suddivisa: business unit reti +12,6%, mercato +10,2%, energia con un +5,7%, e ambiente +3,1%.
Ebit e utile nei 9 mesi
Il risultato operativo (ebit) è pari a 401,5 milioni di euro, in aumento del +6,6% rispetto ai 376,6 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per 45 milioni di euro relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento (25 milioni di euro), riconducibili al gruppo Egea, maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per 9 milioni di euro, maggiori accantonamenti al fondo rischi per 2 milioni di euro ed un minor rilascio di fondi di 2 milioni di euro.
L’utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 219 milioni di euro, in aumento (+12,2%) rispetto al risultato dei primi nove mesi del 2024. La crescita riflette l’andamento dell’ebitda e beneficia della riduzione del risultato di terzi legata all’acquisto della quota di minoranza di Iren Acqua e di un tax rate al 28% in riduzione per effetti straordinari non replicabili.
L’indebitamento finanziario netto si attesta a 4.287,4 milioni di euro al 30 settembre 2025, in aumento di 204,7 milioni rispetto al 31 dicembre 2024.
Investimenti
Gli investimenti complessivi realizzati nel periodo ammontano a 1.124 milioni di euro, in crescita rispetto al 2024, di cui 613 milioni di euro di investimenti tecnici (+9,5%) e 511 milioni di euro di investimenti finanziari riconducibili all’acquisizione della quota di minoranza di Iren Acqua (283 milioni di euro), all’esercizio della call e al consolidamento di Egea (238 milioni di euro) e alla cessione del ramo d’azienda inerente al servizio idrico integrato di Imperia (-11 milioni di euro). Si segnala inoltre che il 68% degli investimenti è allineato alla tassonomia europea e sono destinati a progetti di sostenibilità, in linea con le previsioni di piano industriale.
Il commento di Dal Fabbro
Luca Dal Fabbro (nella foto), presidente del gruppo, ha commentato: “I risultati del periodo sono molto positivi e testimoniano l’efficacia della nostra strategia e della qualità della gestione con un Ebitda in crescita del 9% e un utile netto del 12%. Abbiamo saputo mantenere un equilibrio solido tra crescita organica e inorganica, valorizzando le sinergie tra le diverse aree di business. Confermiamo la guidance per l’esercizio in corso, prevedendo — come già anticipato — una crescita più moderata nella restante parte dell’anno. In particolare, ci attendiamo un Ebitda 2025 di 1.350 milioni di euro, un utile netto di 300 milioni di euro e investimenti tecnici superiori ai 900 milioni di euro”.

