Utility, crescono gli investimenti: valgono 8,5 miliardi (+15%)
Secondo il rapporto di sostenibilità di Utilitalia, gli investimenti annuali censiti ammontano a 1,3 miliardi di euro per la decarbonizzazione, 1,1 miliardi realtà locali, a conferma del forte radicamento territoriale delle imprese del settore.
Raggiunge gli 8,5 miliardi di euro
il volume complessivo degli investimenti realizzati nel 2024 dalle utility italiane in crescita del 15% rispetto all’anno precedente. Il valore aggiunto distribuito ai diversi stakeholder, invece, ammonta a 16 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto di sostenibilità “Il ruolo delle utilities nella costruzione di un futuro sostenibile”, elaborato anche quest’anno da Fondazione Utilitatis per conto di Utilitalia su un campione di oltre 100 aziende rappresentative del settore, presentato a Ecomondo di Rimini.
Gli investimenti
Del totale degli investimenti oltre 3 miliardi – pari al 37% del totale, in aumento rispetto all’anno precedente – sono stati destinati alle sfide della decarbonizzazione, della digitalizzazione e dell’economia circolare.
La decarbonizzazione resta una priorità strategica per il settore, con oltre 1,3 miliardi di euro di investimenti, in crescita rispetto agli 1,1 miliardi del 2023. In proposito, il 78% dell’energia prodotta dalle utilities proviene da fonti rinnovabili, mentre la flotta a basso impatto ambientale conta quasi 12.000 mezzi (pari al 26% del totale), impiegati in gran parte nei servizi di raccolta dei rifiuti.
Sul fronte delle emissioni, l’analisi di un sotto-campione di aziende rappresentativo del sistema associativo, evidenzia una riduzione delle emissioni dirette (Scope 1) del 12% e delle emissioni indirette da consumo energetico (Scope 2) del 15% rispetto al 2018. Il risultato conferma il contributo concreto delle utilities alla decarbonizzazione e all’efficienza energetica dei servizi pubblici.
Sul fronte dell’economia circolare, gli investimenti segnano un importante balzo in avanti e superano 1 miliardo di euro, contro i 530 milioni dell’anno precedente: l’impegno ha contribuito a portare la percentuale di riciclo dei rifiuti differenziati al 94% e il riutilizzo o recupero dei fanghi di depurazione al 96%.
Anche la digitalizzazione registra un forte incremento, con 780 milioni di euro di investimenti (+30%): oggi il 43% della rete idrica risulta distrettualizzata, mentre i contatori intelligenti del gas rappresentano il 69% del totale installato.
Il valore aggiunto
Il valore aggiunto distribuito agli stakeholder – lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, finanziatori e comunità locali, oltre a quanto reinvestito nelle aziende – è stato pari a 16 miliardi di euro, in crescita del 10% rispetto ai 14,6 miliardi dell’anno precedente. A questo si aggiungono 27,8 miliardi di euro di spesa verso i fornitori, di cui il 54% destinato a realtà locali, a conferma del ruolo delle utilities come motore di sviluppo territoriale e sostenibile.
Il commento
“Questi numeri – commenta il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – testimoniano la centralità del comparto delle utilities per consentire al Paese di affrontare le sfide e di cogliere le opportunità della transizione ecologica e di quella digitale. Si tratta di un settore strategico per il nostro Paese sul fronte degli investimenti, dei servizi offerti ai cittadini e del valore economico generato. Ora, anche alla luce del contesto geopolitico, la sostenibilità e la sicurezza delle infrastrutture e delle reti saranno temi sempre più interconnessi, che richiederanno alle utilities un ulteriore sforzo in termini di investimenti e di acquisizione del know-how necessario”.

