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| Liberalizzazione rete carburanti - Piemonte in prima linea con formazione e contributi | |||
| Torino, 6 febbraio – Formazione professionale agli operatori e contributi agli investimenti nella rete di distribuzione. E’ su queste linee che la regione Piemonte intende muoversi per una maggiore liberalizzazione del mercato dei carburanti. Il tema è stato affrontato nel corso di un convegno, che si è svolto la scorsa settimana presso il Centro Incontri della regione, dal titolo “Politiche, prezzi e concorrenza nella rete distributiva dei carburanti”. L''incontro, organizzato dall''assessorato al commercio, è stato l''occasione per mettere a confronto le posizioni di tutti gli attori che operano nel complesso sistema della distribuzione dei carburanti. Al centro del dibattito anche la questione dei prezzi del carburante: in Piemonte, dove si registra un erogato annuo pari a circa 2,5 miliardi di litri per un valore di otre 3 miliardi di euro, la spesa mensile media di una famiglia per la benzina si aggira intorno ai 100 euro. Un costo che potrebbe essere ridotto non solo attraverso una migliore politica fiscale da parte dello Stato e delle Regioni (che peraltro possono incidere solo su una parte della spesa industriale), ma anche grazie a un approfondimento e a una valutazione più attenta delle componenti non di dominio regionale. In Italia, a differenza di quanto accade in altri Paesi europei, l''integrazione verticale e il forte controllo da parte di alcune compagnie multinazionali condizionano contrattualmente in modo stringente l''operatività dei punti intermedi e terminali di vendita e costituiscono un ostacolo, a meno di un forte accordo fra piccoli e medi operatori, all''ingresso dei cosiddetti ''retisti'' e alla grande distribuzione. Accanto allo sforzo per allargare il mercato - si legge in un comunicato -, la regione proseguirà inoltre l''impegno verso la de-legificazione del settore intrapresa, a partire dallo scorso anno, con l''approvazione dei provvedimenti attuativi della legge regionale 14/2004. Obiettivo primario è quello di tutelare al contempo consumatori e operatori attraverso una politica mirata allo snellimento delle procedure amministrative, all''abbattimento dei vincoli per chi vuole entrare nel settore della distribuzione al dettaglio dei carburanti (attraverso l''eliminazione del tetto massimo di punti vendita per comune e con la soppressione dei vincoli all''espansione dei carburanti ''ecologici''), alla possibilità di applicare alle pompe di benzina gli orari del commercio e di affiancare al servizio di distribuzione carburanti attività commerciali non-oil, di servizio all''auto e di ristorazione. Le voci al convegno - ''La regione Piemonte - spiega l''assessore al commercio Giovanni Caracciolo - è una delle regioni italiane che in materia di distribuzione di carburanti, da quando ne ha la potestà legislativa, si è sempre mossa nella direzione contrassegnata da una maggiore e sostanziale ''liberalizzazione'' e semplificazione amministrativa. Non significa che ci sentiamo i primi della classe o che riteniamo la normativa vigente ''intoccabile''. E ha aggiunto: “Al contrario, il convegno mette in luce ancora una volta l''impegno della nostra amministrazione per promuovere una sorta di regionalismo integrato che consenta, con il prezioso contributo di tutti, la piena attuazione di una legislazione il più possibile omogenea in materia di carburanti e coerente con le esigenze del mercato e dei consumatori, valutando, nel concreto, ipotesi di norme che consentano una ulteriore apertura a nuovi soggetti e possibili alternative, legate anche al non oil, per chi è già presente nel mercato. Ci ripromettiamo di creare un momento di confronto costruttivo che servirà per portare avanti nuove iniziative sia verso un ulteriore ammodernamento della rete, sia verso un sostanziale contenimento dei prezzi''. ''E'' stata raggiunta - spiega inoltre Laura Vecchi, dirigente dell''ufficio distribuzione carburanti del ministero delle attività produttive - l''intesa formale fra lo Stato e le Regioni sulla risposta da fornire, entro il prossimo 18 febbraio, alla Commissione Europea, che ha mosso rilievi sulla normativa italiana. L''amministrazione centrale e le Regioni si sono, comunque, impegnate a incontrarsi per capire meglio la direzione da intraprendere per il futuro''. ''Rispetto alla riforma approvata nel 1998 - commenta Roberto Di Vincenzo, segretario nazionale Fegica - sono stati fatti grandi passi in avanti. Restano ancora miglioramenti da effettuare, riteniamo che il coordinamento permanente delle Regioni su una materia così articolata possa contribuire all''ammodernamento della rete. L''analisi dell''Antitrust ci lascia perplessi perché mescola dati non comparabili per giungere a concetti legati fra loro''. ''Apprezziamo il metodo, portato avanti da questo convegno, di un confronto aperto e positivo - commenta Cristiano Raminella, presidente della Kuwait Petroleum Italia e vice-presidente dell''Unione Petrolifera -. Crediamo che questo sia la base per un effettivo miglioramento della rete piemontese, tenendo conto delle esigenze del consumatore''. ''Il principio a cui l''Autorità ha sempre mirato - afferma Ermelinda Ciaralli, rappresentante dell''Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - è quello della liberalizzazione del mercato, di pari passo con le esigenze effettive di razionalizzazione e ammodernamento della rete. L''Autorità ha sempre autorizzato le intese volte a razionalizzare sia la rete che la logistica petrolifera. Ma questo non è stato sufficiente a dimostrazione del fatto che, senza l''accesso di nuovi operatori, la riduzione dei costi non si traduce in riduzione dei prezzi''. ''Auchan ha potuto aprire finora solo due stazioni di servizio a marchio proprio - afferma Giovanni Mazza, responsabile del Progetto Carburanti di Auchan Spa - sui 41 ipermercati presenti in Italia. Oggi è quasi impossibile aprire nuove stazioni di servizio nei centri commerciali a causa di normative troppo vincolistiche imposte da tutte le Regioni. Noi non chiediamo norme specifiche per la grande distribuzione, ma l''attuazione di una immediata liberalizzazione del settore, come richiesto dalla legge del 1998. Essa darebbe immediati vantaggi ai consumatori ed alla competitività dell''economia italiana. E'' quindi urgente una revisione delle norme regionale, secondo le indicazioni della legge Bersani, dell''Autorità Anti-Trust e della Commissione Europea''. ''L''incontro è stato molto interessante - commenta Giuseppe Chiera, imprenditore retista -. Molti contributi sono stati dati dagli intervenuti, spero che la Regione Piemonte ed anche la normativa di riferimento su scala nazionale contribuiscano a liberalizzare maggiormente il settore in modo che le energie imprenditoriali presenti in tutte le componenti possano finalmente esprimersi modernizzando la rete soprattutto nell''interesse dei consumatori. Senza dubbio i retisti potranno partecipare positivamente a questo processo di ammodernamento''. ''Il risparmio economico immediato - spiega Giovanni Dei Giudici, vice-presidente nazionale FederConsumatori - è un fenomeno di importanza non secondaria e andrebbe potenziata la competitività del settore, aggiudicando anche ai centri commerciali la possibilità di distribuire carburante. E'' importante sottolineare che la vendita dei carburanti nei centri commerciali determinerebbe un risparmio di almeno 7 centesimi al litro e porterebbe un risparmio di circa 130 euro annui a famiglia, che si potrebbe sommare ai 120 euro di risparmio grazie a una riduzione delle accise sulla benzina di almeno 6 centesimi. Altro fenomeno che sicuramente incide sul costo del carburante è quello dei gadgets: queste inutilità, infatti, costano agli automobilisti dai 2 ai 2,5 centesimi al litro. La Federconsumatori consiglia agli automobilisti di individuare i distributori che praticano prezzi più favorevoli e di evitare tutti quelli che non applicano neanche i prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere, che sono spesso inferiori a quelli praticati da alcuni gestori''. | |||