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Relazione Autorità - Corrono i consumi dei Paesi emergenti, i prezzi crollano e l’Italia dipende dal gas russo

where Milano when Lun, 29/06/2015 who michele

È in estrema sintesi il quadro della situazione energetica a livello globale delineato da Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia nella sua relazione annuale

autoritaenergialogo.jpgCorre la domanda di gas e petrolio dei Paesi emergenti che hanno sottratto ai Paesi occidentali il ruolo di principali acquirenti di combustibili fossili sulla spinta di Cina e India. Nonostante le gravissime tensioni geopolitiche il prezzo medio del petrolio è crollato, passando da 108,2 $/b del primo trimestre 2014, a 56 $/b nel mese di marzo 2015. È in estrema sintesi il quadro della situazione energetica a livello globale delineato da Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia nella sua relazione annuale. Un capitolo è stato dedicato anche ai consumi interni di gas. Ebbene, l’anno scorso la domanda in Italia si è ridotta dell’11,6% e con quest'ultima riduzione, la quarta consecutiva, i livelli di consumo lordo sono tornati ai valori rilevati tra il 1997 e il 1998.

Domanda petrolio, corrono i Brics - Lo scenario mondiale ha registrato nel 2014 una domanda mondiale di petrolio ancora in crescita (+0,7 milioni di barili al giorno), raggiungendo i 92,5 milioni di b/g. I Paesi OCSE hanno perso il ruolo di principale mercato, con 45,6 milioni di b/g, contro i 46,1 dell'anno precedente. Per contro l'aggregato degli altri Paesi ha raggiunto i 46,9 milioni di b/g, con un +1,2 milioni di b/g rispetto all'anno precedente. Al loro interno spicca la domanda dell'Asia, che ha raggiunto i 22,5 milioni di b/g, di cui 12,1 rappresentati dalla domanda cinese, aumentata di 0,3 milioni di b/g.  Alla crescita della domanda, l'offerta ha risposto con un aumento più che proporzionale, creando una situazione del tutto nuova, che ha portato alla progressiva riduzione dei prezzi. 
L'aumento della produzione mondiale (+2,4%), pari in valore assoluto a 2,2 milioni di b/g, è da attribuirsi al ciclo di investimenti realizzato negli anni scorsi, a fronte di alti prezzi del petrolio, e in particolare agli sviluppi della tecnologia di estrazione di greggio non convenzionale negli Stati Uniti che ha messo in difficoltà l'OPEC. L'evoluzione dei prezzi ha visto una prima parte legata agli schemi degli anni precedenti e una seconda caratterizzata da una brusca frattura al ribasso. Nonostante il manifestarsi di gravissime tensioni geopolitiche (tra Federazione Russa e Ucraina, peggioramento della situazione in Africa e in Medio Oriente, nuovo focolaio di fondamentalismo islamico dell'Isis), dal prezzo medio del Brent di 108,2 $/b del primo trimestre 2014, si è passati ai 76,3 $/b dell'ultimo trimestre 2014. Il 2015 si è aperto con i prezzi del greggio ai minimi degli ultimi anni (47,9 $/b), recuperando a 56 $/b nel mese di marzo 2015.
 
Domanda gas, l'Europa frena la domanda mondiale (-2%), crescono l’Australia (+20%) e la Cina (+5,6%) - La domanda mondiale di gas naturale ha registrato nel 2014 una contrazione del -2%, dovuta in particolare al forte calo in Europa (-12% circa), dove la domanda in un anno è calata di 56 miliardi di m3 , 117 miliardi dal 2010; il tasso di utilizzo dei terminali di rigassificazione del GNL è sceso sotto il 20%, con le importazioni di GNL che si sono praticamente dimezzate rispetto al picco del 2011, quando avevano superato gli 80 miliardi di m3. Tendenza che ha controbilanciato le positive tendenze registrate in altre parti del mondo: la domanda degli Stati Uniti è aumentata del 2,6% nel 2014, l'Australia ha registrato un +20% circa e la Cina +5,6%, quest'ultima con un ritmo rallentato rispetto agli anni precedenti, ma comunque significativo in un sistema ancora dominato dal carbone. Al contrario la zona dell'OCSE Europa è stata contraddistinta da un netto calo dei consumi del 10%, a causa della limitata crescita economica e delle condizioni meteorologiche non particolarmente severe.

Produzione gas Usa +6%, Ue -6,5%. Prezzi in calo - Nell'Unione europea la produzione interna nel 2014 ha segnato un calo significativo del 6,5%, determinato da una sensibile riduzione nei Paesi Bassi (-19%). Mentre Paesi come gli Usa (+6%) e l'area del Pacifico (+7%) hanno visto una crescita della produzione. Potenziali influenze sul mercato del GNL in Asia sono attese in futuro anche grazie ai recenti accordi tra Cina e Federazione Russa per lo sviluppo di nuovi progetti via gasdotto. Relativamente all'approvvigionamento di gas da Paesi esterni all'area OCSE, si sono confermati come principali interlocutori la Federazione Russa e la Nigeria (però con quantitativi in riduzione), nonché l'Algeria e il Qatar, con apporti invece in aumento. In particolare, la Russia ha visto diminuire dell'11% le sue esportazioni verso l'Europa, praticamente annullando l'incremento ottenuto lo scorso anno, anche per effetto delle tensioni con l'Ucraina.
Nel corso del 2014 i prezzi del gas naturale hanno registrato un trend al ribasso in tutte e tre le aree di mercato (Stati Uniti, Estremo Oriente ed Europa). In Europa i prezzi hanno risentito dell'abbondanza dell'offerta a livello internazionale e del calo della domanda, cui si è aggiunta la pressione del crollo dei prezzi del petrolio nella seconda metà dell'anno. I prezzi del gas sui mercati asiatici, tradizionalmente indicizzati al petrolio e più alti rispetto ad altri mercati, dalla fine del 2014 risultano in progressivo avvicinamento a quelli fissati negli hub europei; in questo contesto, carichi di GNL inizialmente destinati all'Asia sono stati dirottati verso l'Europa. Nel 2014 i prezzi spot europei sono diminuiti del 22% (più dei contratti a lungo termine indicizzati al petrolio).

Carbone: l'India traina i consumi ma rallenta la Cina - Nel 2014 è rallentata la domanda di carbone in Cina e in altri Paesi emergenti, con uno stop del trend di crescita, tuttavia continua a occupare un posto di grande rilievo nel soddisfacimento della domanda mondiale di energia. Soprattutto in Cina si è osservata una riduzione dei consumi, della produzione interna, delle esportazioni e delle importazioni, per la prima volta dopo 14 anni. L'impiego di carbone è invece aumentato ancora in India, che con Stati Uniti e Cina impiega circa 3/4 del carbone per uso termico del mondo.

Consumi in Italia sui livelli del '97; Russia primo fornitore - Nel 2014 il consumo interno lordo di gas è diminuito di altri 8 miliardi di m3, scendendo a 61,9 miliardi di m3, dai 70,1 del 2013 (-11,6%). Con quest'ultima riduzione, la quarta consecutiva, i livelli di consumo lordo sono tornati ai valori rilevati tra il 1997 e il 1998. Coerentemente agli andamenti climatici ed economici, si è registrata una marcata diminuzione dei consumi civili (-17%) e di quelli per la generazione termoelettrica (-14,1%); in calo anche gli usi industriali (-2,1%). L'unico comparto in crescita è quello dell'autotrazione, aumentato del 6%, superando per la prima volta 1 miliardo di m3. Le importazioni di gas nel 2014 si sono ridotte di un altro 10%, scendendo a poco meno di 56 miliardi di m3, dai circa 62 del 2013. In calo del 7,6% anche la produzione nazionale (circa 7 miliardi di m3 in totale, l'11,5% del fabbisogno). Poiché il calo nelle importazioni è stato inferiore a quello dei consumi, nel 2014 il livello di dipendenza dall'estero è risalito al 90,1%, dall'88,4% registrato nel 2013.
Il peso della Russia tra i paesi che esportano in Italia è ulteriormente cresciuto, raggiungendo il 47% delle forniture (26,2 miliardi di m3), quasi la metà dell'intero approvvigionamento estero italiano. Con una quota del 12,3% l'Algeria ha conservato la seconda posizione (6,8 miliardi di m3), seguita e quasi raggiunta dalla Libia con l'11,7% (6,5 miliardi di m3). Le importazioni dall'Algeria, già lo scorso anno in forte riduzione, nel 2014 si sono sostanzialmente dimezzate (-5,9 miliardi di m3, -46%).
 
La relazione integrale dell’Autorità la trovi qui.    

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