torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Sapevatelo. L’ora legale ha effetti negativi sul sonno, lo dicono gli ultimi studi

where Roma when Gio, 14/12/2023 who roberto

I dati della letteratura medico-scientifica riportano un incremento dell'incidenza di patologie cardio e cerebrovascolari, di patologia psichiatriche e dell'abuso di sostanze di almeno il 10% con costi diretti che gravano per oltre 4 miliardi di euro annui

I dati preliminari della revisione linsonnia.jpgsistematica della letteratura sugli effetti dell’ora legale su sonno, sonnolenza e capacità cognitive, confermano gli effetti negativi dell’ora legale: è quanto emerso  a “Italia Sonno 2023, l’evento nazionale sul tema della medicina del sonno, organizzato grazie alla consulenza scientifica di Loreta Di Michele, pneumologa dell’Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini di Roma, e di Sergio Garbarino, del dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili dell’Università di Genova e Medicina del Lavoro dell'Università Cattolica di Roma.

 
I costi e i tre orologi
Occorre ricordare che i disturbi del sonno in Italia hanno costi diretti pari a circa 450 euro annui pro capite, che gravano per oltre 4 miliardi di euro annui, tra costi diretti, quelli propriamente di tipo diagnostico-terapeutico, e costi indiretti dovuti alla riduzione della produttività e del reddito e all’aumento degli oneri sociali per assenza dal lavoro.  “ll sonno di buona quantità e qualità gioca da sempre un ruolo fondamentale nell’evoluzione sociale di Homo sapiens e ha un impatto determinante sulla nostra salute e sulla sicurezza”, ha affermato Andrea Romigi, responsabile del Centro di Medicina del Sonno Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e professore presso la Facoltà di Psicologia Uninettuno di Roma. “L’uomo possiede tre orologi, uno sociale che organizza la nostra vita con gli altri (ora locale) uno biologico che controlla la nostra fisiologia (tempo circadiano) e uno solare che definisce la luce naturale e l'oscurità. Più questi orologi sono disallineati, maggiori sono le nostre probabilità di sviluppare determinate malattie quali disturbi neurologici e psichiatrici e patologie cardio e cerebrovascolari”.
 
L’incidenza di patologie
Introdotta durante la prima guerra mondiale, e pensata per permettere un risparmio nei consumi di energia elettrica, in realtà i vantaggi dall’introduzione dell’ora legale sembrano veri solamente in un limitato numero di paesi nordici e in misura modesta rispetto a quando fu istituita.
I dati della letteratura medico-scientifica riportano invece di un incremento dell'incidenza di patologie cardio e cerebrovascolari, di patologia psichiatriche e dell'abuso di sostanze di almeno il 10%. A questo si aggiungano i negativi effetti sul sonno prodotti sugli oltre 8 milioni di italiani che combattono con disturbi del sonno quali insonnia cronica e disturbi del ritmo circadiano. I costi diretti di questi pazienti, pari a circa 450 euro annui pro capite, gravano sui conti per oltre 4 miliardi di euro annui, che arrivano a oltre 6 miliardi includendo i costi indiretti. Queste stime non includono i maggiori costi sanitari sostenuti per l'aumento dell'incidenza di infarti, ictus e incidenti stradali nella settimana successiva all'ora legale, che risultano difficilmente quantificabili. Si può quindi stimare, per difetto, che il costo sociale dei disturbi del sonno in generale includendo lo stress da ora legale, porti ad una perdita annua di 1,5 punti percentuali del PIL mediamente pari ad oltre 30 miliardi di euro su base annua (quasi l'intera manovra finanziaria).
Per contro, i risparmi energetici ottenuti non oltrepassano l’1%; da un lato i paesi nordici, come Svezia e Norvegia, presentano risparmi energetici significativi compresi tra 15-30 milioni di euro su base annua, paesi come l’Italia presentano invece un incremento di spesa energetica che si aggira intorno allo 0.12% rispetto al costo che si avrebbe senza l’introduzione dell’ora legale, probabilmente dovuto al maggior ricorso all’energia elettrica per uso di condizionatori d’aria nei mesi estivi.
 
Le testimonianze
“Un recente studio di analisi dei costi energetici suggeriva che i paesi a nord e a sud del 42° parallelo N e S rispettivamente, traggono progressivo crescente vantaggio”, ha evidenziato Romigi, concludendo che “tutti i tentativi volti a una riduzione del jet lag sociale forzato dovranno essere al centro delle strategie del nostro Sistema Sanitario Nazionale per la prevenzione delle malattie. I candidati per tale prevenzione potrebbero essere orari di lavoro più flessibili, orari di inizio della scuola più tardivi (soprattutto per gli studenti in età adolescenziale), e la definitiva eliminazione dell'ora legale”.
Garbarino ha sottolineato inoltre come “un modello di società liquida possa rappresentare un’opportunità per la salute e del benessere lavorativo, grazie anche all’introduzione nell’ambito della medicina del sonno di nuovi percorsi di prevenzione e diagnostico-terapeutici quali telemedicina, farmaci digitali, app e wearable device per il monitoraggio del sonno. Tuttavia, stanno anche emergendo i potenziali rischi associati all’invasione digitale e alle abitudini digitali scorrette (iperconnettività, tecno-dipendenza), che possono rivelarsi dannose sulla salute e favorire l’insorgere di disturbi del sonno con conseguenti ricadute negative sulle prestazioni, ad esempio scolastiche e lavorative”.

immagini
insonnia