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Surprais. L’aria in casa è più inquinata di quella esterna per 6 mesi all’anno

where Milano when Gio, 18/01/2024 who roberto

A rivelarlo è il primo progetto globale Air Quality Connected Data di Dyson che ha esaminato i dati relativi alla qualità dell'aria indoor, differenziando tra gas e particolato

La qualità dell'aria nelle abitazioni inquinamento-indoor-1024x691_0.jpgè anche peggiore di quello che si trova all’esterno e tra le città Milano è risultata la peggiore di tutte. Lo ha evidenziato uno studio realizzato da Dyson nell’ambito del suo progetto globale Air Quality Connected Data che analizza i dati provenienti da oltre 2,5 milioni purificatori d'aria differenziando tra gas e particolato.
 
I numeri delle città
Tutti i Paesi esaminati (ad esclusione di India, Norvegia, Polonia e Finlandia) hanno registrato livelli di Pm2,5 interni superiori a quelli esterni per sei mesi o più, inclusa l'Italia - dove i valori medi mensili interni di Pm2,5 hanno superato quelli esterni per sette mesi nel 2022 - la Cina, l'Australia, la Francia, l'Austria, il Canada e la Spagna - le cui abitazioni hanno sperimentato una qualità dell'aria peggiore rispetto a quella outdoor per ogni singolo mese dell’anno. Solo nelle case di India, Norvegia, Polonia e Finlandia i livelli di Pm2,5 sono stati generalmente inferiori rispetto a quelli esterni, superandoli per meno di sei mesi nel corso del 2022.
Febbraio è stato il mese in cui il maggior numero di Paesi ha sperimentato la differenza più evidente tra i livelli di Pm2,5 outdoor e indoor (7 Paesi), seguito da settembre (6 Paesi) e novembre (5 Paesi). L’Italia invece non rispecchia perfettamente il trend, con il picco che si è verificato ad aprile 2022 (con livelli di Pm2,5 interni superiori del 47% rispetto a quelli esterni), seguito da gennaio, febbraio, marzo e settembre.
Dal punto di vista delle singole città, il confronto tra l'inquinamento da Pm2,5 outdoor e indoor è stato particolarmente negativo a Milano, che ha registrato il peggiore risultato globale: i livelli medi annui di Pm2,5 interni nel 2022 sono stati di 2,63 volte superiori rispetto a quelli esterni - una discrepanza maggiore rispetto a qualsiasi altra città studiata - con picchi nei mesi di dicembre (3,46) e gennaio (3,48), fino al record di 4,17 volte oltre i valori outdoor a marzo.
Dopo Milano, altri record negativi sono stati quelli di Shenzhen (con livelli annui di Pm2,5 indoor superiori del 97% rispetto all’outdoor), Amsterdam (76%), Seoul (53%), Madrid (50%), Melbourne (40%), Vienna (37%), Singapore (36%) e New York (35%). 21 città (su 35 esaminate) hanno registrato livelli medi annui di Pm2,5 negli ambienti chiusi superiori rispetto a quelli all'aperto.
 
I numeri dei Paesi
Se si prendono in considerazione i dati provenienti dai purificatori connessi Dyson a livello globale e relativi a tutto il 2022, stilando una classifica dei Paesi in base al loro livello medio di Pm2,5, i risultati sono sorprendenti. Mentre India e Cina occupano i primi due posti, probabilmente a causa della relazione tra la qualità dell'aria interna ed esterna, la Romania si è classificata al sesto posto, l'Italia all'ottavo, la Polonia al nono e l'Austria al decimo. Il Regno Unito (22°) ha superato gli Stati Uniti (26°), il Canada (27°) e l'Australia (28°), ma la Germania e la Francia si sono classificate ancora più in alto, rispettivamente al 17° e al 19° posto. I valori medi annui indoor hanno superato le linee guida annuali dell'Oms per il Pm2,5 (5 microgrammi per metro cubo d’aria) in tutti i Paesi coinvolti nello studio: in India il valore è stato di 11 volte superiore a quello raccomandato, in Cina di 6 volte, in Turchia e negli Emirati Arabi Uniti di 4 volte e in Corea del Sud, Romania, Messico e Italia di 3 volte. L'Italia è tra i primi 10 Paesi (8° posto) per livello medio annuo di Pm2,5, insieme a India, Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Romania, Messico, Polonia e Austria; tutti mercati che nella classifica superano Paesi più "tipicamente" inquinati come Thailandia, Malesia, Filippine, Germania. Nell'area Emea, è la Turchia a registrare i livelli più alti (3° posto), seguita da Romania (6°) e appunto Italia (8°).
 
Peggiora la sera e d’inverno
Per esposizione si intende la misura della concentrazione di inquinamento atmosferico nel tempo, e nella comunità di ricerca sulla qualità dell'aria rappresenta un elemento fondamentale da tenere in considerazione: un picco di inquinamento atmosferico (un livello molto alto per un breve periodo di tempo) non è necessariamente peggiore di un'esposizione prolungata a una qualità dell'aria "scarsa" o addirittura "discreta".
Nella maggior parte dei Paesi presi in esame, i livelli di Pm2,5 negli ambienti interni erano più elevati durante le ore serali e notturne, in coincidenza con il tempo che la maggior parte delle persone trascorre in casa, anziché al lavoro, a scuola o altrove. I dati suggeriscono quindi che questo lasso di tempo più lungo e con maggiore inquinamento potrebbe essere responsabile di una maggiore esposizione al Pm2,5 nelle abitazioni. Le ore di picco a livello globale sono state tra le 18 e le 24 nella maggior parte delle aree geografiche, mentre in Italia le ore più inquinate sono quelle tra le 20 e le 24, in cui vengono superate le linee guida giornaliere dell’Oms sul Pm2,5 (15 microgrammi per metro cubo d’aria) con un minimo di 15,43 e un massimo di 17,32. Tuttavia, guardando al lato positivo, l'Italia è tra le aree geografiche che hanno superato i livelli raccomandati per meno del 50% della giornata, insieme a Berlino, Austria, Israele, Polonia, Spagna (tutte le città, inclusa la media nazionale) e Romania.
Analogamente a quanto accade per le diverse ore della giornata, anche le stagioni corrispondono a periodi in cui trascorriamo più o meno tempo al chiuso - durante l’anno, fino al 90% del nostro tempo totale viene trascorso indoor, che sia a casa, al lavoro, o per svolgere attività di svago. I dati hanno evidenziato che nel 2022 il periodo invernale è stato la stagione più inquinata a livello globale. Una delle ragioni dietro i livelli più elevati di Pm2,5 all'interno quando il clima è più freddo è il fatto che si tendano a “sigillare” maggiormente le abitazioni, tenendo le finestre chiuse e possibilmente utilizzando fonti di riscaldamento a combustione, come il riscaldamento a gas, stufe a legna o anche l'accensione di candele.
Anche in Italia, gennaio è emerso come il mese più inquinato sia a Milano che a Roma, così come per la media nazionale, e i livelli mensili di Pm2,5 e composti organici volatili all’interno degli ambienti sono diminuiti nel mese di agosto.

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