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Blackout alle Hawaii. Fuori uso il solare per maltempo, in tilt il nuovo megaimpianto di stoccaggio

where Honolulu (Hawaii) when Lun, 15/01/2024 who roberto

Inaugurato a dicembre, il progetto di storage energetico da 185 MW non ha evitato a due impianti solari di andare fuori uso per il maltempo. Ma sono in programma sette nuovi impianti rinnovabili per 800 MW

di Roberto Bonafini
 
Un blackout avvenuto giorni fa a oahu.jpgOahu, isola delle Hawaii negli Stati Uniti e sulla quale c’è anche la capitale dello Stato, Honolulu, ha messo in crisi le convinzioni sugli stoccaggi per le rinnovabili. La centrale a carbone chiusa nel 2022 è stata sostituita dal nuovo impianto di stoccaggio a batterie da 185 MW di potenza e alimentato dalle rinnovabili per sostenere la sicurezza della rete elettrica, inaugurato il 19 dicembre scorso. Un progetto pionieristico al quale tutti guardano e che potrebbe in futuro, non certamente oggi, diventare un eccellente caso di successo a tutte le latitudini.
 
Che cos’è successo
Ebbene, stando a quello che si è visto il 9 gennaio scorso, sembra che ci sia la necessità di un’ulteriore messa a punto: Hawaiian Electric, la locale compagnia elettrica, ha dovuto programmare una serie di disconnessioni sistematiche da 30 minuti delle utenze dei clienti in varie aree dell'isola poiché due grandi unità di generazione solari della centrale elettrica di Waiau – come ha scritto la compagnia - sono andate fuori uso “a causa della forte copertura nuvolosa e delle condizioni di pioggia in tutta l'isola, la produzione degli impianti solari è stata ridotta e i sistemi di accumulo dell'energia a batteria non hanno potuto caricarsi a pieno regime”. Ai residenti e alle imprese è stato chiesto di risparmiare energia durante il picco di utilizzo dell'elettricità, dalle 17 alle 21, e di rimandare l'uso di lavastoviglie, lavatrici e asciugatrici e l'uso non necessario dell'aria condizionata. Anche i grandi clienti commerciali sono stati invitati a risparmiare. Le interruzioni di emergenza sono necessarie – ha ammesso la compagnia elettrica - per evitare un'interruzione più diffusa o danni al sistema elettrico dovuti a uno squilibrio tra una domanda eccessiva e una generazione insufficiente.
 
L’impianto
L’impianto installato dalla texana PlusPower si chiama Kapolei Energy Storage (Kes) ed è situato su circa 300 mq di terreno a Kapolei, sull'isola di Oahu, dove si collega a una sottostazione di Hawaiian Electric. Il progetto di stoccaggio a batterie da 185 MW di potenza e 565 MWh di capacità ha il compito di migliorare l'affidabilità della rete accelerando l'integrazione delle energie rinnovabili prontamente disponibili. Stando ai dati provenienti da Hawaiian Electric sono poco meno di 71mila gli impianti fotovoltaici installati sull’isola per 916 MW, quasi tutti residenziali anche se per potenza sono inferiori a quelli commerciali. Il report annuale delle isole sulle rinnovabili segnala che nel 2022 la produzione “green” a Oahu si fermava al 28% (fotovoltaico, biomasse e eolico) contro valori più alti in altre isole.
 
Il progetto e l’esempio di Kauai
Per raggiungere l’obiettivo al 2045 di essere il primo Stato Usa a soddisfare il proprio fabbisogno elettrico al 100% con fonti di energia rinnovabili, nel 2015 lo Stato ha approvato una legge che ha messo in bilancio 26 miliardi di dollari. In un’altra isola hawaiana questo obiettivo è già stato raggiunto ed è completamente alimentata da energia solare. Si tratta della vicina isola di Kauai che sfrutta un maxi impianto realizzato da Tesla e SolarCity che sfrutta quasi 55mila pannelli solari da 13 megawatt e un sistema di batterie, per conservare e usare anche di notte l'energia prodotta dal sole nelle ore diurne. L'energia solare non manca a Kauai, spiega Tesla in un video, ma questa può essere usata solo se il sole splende; per avere energia di notte l'isola è stata finora costretta a ricorrere ai combustibili fossili. Con l'entrata in funzione dell'impianto - tra pannelli e batterie - la società stima un risparmio annuo di 1,6 milioni di galloni (poco più di 6 milioni di litri) di combustibili fossili.
 
Un futuro da 800 MW green
Sostituire una centrale a carbone o a olio in continuità con una soluzione, rinnovabile, futuribile e auspicabile ma che oggi va in crisi per il maltempo è un azzardo che l’isola ha deciso di correre e che forse prima o poi verrà risolta, anche se non oggi. Specie se si guarda al calendario delle realizzazioni future a Oahu e che prevedono tra il 2026 e il 2033 sette nuovi impianti di cui 3 sistemi di accumulo (con taglie da 6 MW fino a 253 MW) per un totale di quasi 800 MW di potenza che verranno realizzati da sei diverse compagnie (Ameresco, Hawaiian Electric, Kalaeloa, Longroad, Clearway). Forse tra dieci anni per le Hawaii le interruzioni di corrente (e le fonti fossili) saranno realmente solo un ricordo.

immagini
oahu