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Sorveglianza incendi. Così le infrastrutture Digitali di INWIT proteggono le Oasi Boschive Wwf

where Roma when Mer, 20/12/2023 who roberto

Funziona l’attività di prevenzione nelle oasi di Macchiagrande (RM), Bosco di Vanzago (MI) e Calanchi di Atri (TE)

Si è appena concluso il progettobosco-wwf-vanzago-bosco.jpg di Wwf Italia e INWIT di sorveglianza digitale degli incendi. Grazie all’installazione di telecamere smart e gateway sulle torri del primo tower operator italiano, è stata effettuata un’attività di prevenzione per il rilevamento tempestivo di eventuali incendi boschivi nelle Oasi Wwf di Macchiagrande (RM), Bosco di Vanzago (MI) e Calanchi di Atri (TE).
 
Un monitoraggio costante
Al caldo estremo di questa estate non si è per fortuna aggiunta, per lo meno in Italia, una stagione record degli incendi boschivi, la principale minaccia delle foreste in Italia ed Europa, seppur sia stata la terza estate peggiore degli ultimi 15 anni (i record sono degli anni 2021 e 2017). Il fenomeno degli incendi boschivi va tuttavia costantemente monitorato in quanto non è limitato solo alla stagione più calda dell’anno, ma va ad incidere nell’ecosistema durante tutti i 12 mesi, portando al degrado preziose funzioni, come la regolazione del ciclo dell’acqua o la stabilizzazione dei versanti di una montagna. Un bosco indebolito dalle fiamme, infatti, difende meno efficacemente da altri eventi climatici estremi quali, ad esempio, le alluvioni, compromettendo la resistenza e la resilienza dell’intero territorio. Risulta quindi sempre più essenziale tutelare i nostri territori con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione.
L’utilizzo della tecnologia è un valido alleato nella prevenzione dei disastri ambientali in contesti particolarmente a rischio, e questo progetto pilota fa ben sperare.
Fortunatamente durante questo anno di progetto non si sono verificati incendi nelle tre aree interessate. Una delle videocamere, installata presso l’Oasi Calanchi di Atri, ha rilevato in un’occasione ai confini dell’Oasi un pennacchio di fumo causato dall’abbruciamento di residui vegetali (rami d’ulivo). Questa pratica è tra le principali cause di incendio boschivo in Italia, in quanto il fuoco può sfuggire al controllo e si propaga nella vegetazione boschiva circostante causando enormi danni all’ecosistema. La presenza del sistema di sorveglianza, grazie alle videocamere smart e ai gateway sulla torre di INWIT, ha consentito un intervento tempestivo e si sono così evitate gravi conseguenze.
 
Le dichiarazioni
“Questa iniziativa ha confermato come le nostre Oasi siano un’ottima opportunità per sperimentare metodologie innovative per la conservazione ambientale che potranno poi essere diffuse su scala più vasta” ha dichiarato Marco Galaverni, direttore Programma e Oasi del Wwf Italia. “La tecnologia può essere uno strumento prezioso per la tutela di habitat, biodiversità e salute umana, ad esempio aiutando a prevenire minacce quali gli incendi boschivi”.
“Le torri di INWIT sono alleate del territorio e dell’ambiente. La logica “Tower as a service” è al centro della nostra strategia: un’infrastruttura digitale e condivisa, in grado sia di accelerare la diffusione delle reti 4G, 5G ed FWA degli operatori, sia di diventare un centro tecnologico in cui si fondono componenti IoT e sistemi di comunicazione in grado di abilitare servizi innovativi, come nel caso del monitoraggio degli incendi nelle Oasi del Wwf Italia. Attraverso la loro distribuzione capillare sul territorio, le nostre infrastrutture rappresentano una grande opportunità e un valore aggiunto importante anche in ambito ambientale per la tutela degli ecosistemi, dei territori e della biodiversità” – ha dichiarato Michelangelo Suigo, direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità di INWIT.
“Considerati i numerosi incendi che hanno interessato il territorio dell’Oasi negli ultimi decenni, ed essendo sempre più frequenti gli eventi estremi causati dal cambio del clima, è importante giocare d’anticipo e puntare sulla prevenzione per proteggere la nostra preziosa biodiversità” ha dichiarato Adriano De Ascentiis, direttore dell’Oasi Calanchi di Atri.

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