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Iren ha inaugurato l’impianto Forsu di Reggio Emilia

where Reggio Emilia when Gio, 15/06/2023 who roberto

Ogni anno trasforma in biometano 100mila tonnellate di residui organici. Un investimento di 75 milioni per l’economia circolare del territorio

Iren ha inaugurato l’impiantoiren-forsu.jpg Forsu a Gavassa nel reggiano alla presenza dei vertici societari e delle autorità locali. L’impianto, che sorge su di un’area di 17 ettari, vanta una superficie coperta di 27.500 metri quadrati ed è in grado di trattare 100mila tonnellate di residui organici differenziati e 67.000 tonnellate di frazione verde (sfalci e potature). Può produrre ogni anno 9 milioni di metri cubi di Biometano, 53 mila tonnellate di compost, 10 mila tonnellate di CO2 food grade per usi industriali e alimentari. L’impianto, al suo interno, ospita un’aula didattica dedicata alle visite, che sarà possibile effettuare da parte di scuole e cittadini. I lavori sono partiti a verso la fine dell’estate del 2021 ed hanno visto alternarsi circa 100 lavoratori delle diverse ditte appaltatrici come massima presenza in cantiere. Sono state previste compensazioni sui territori confinanti l’impianto di tipo ambientale, viabilistico e infrastrutturale. L’investimento complessivo è di 75 milioni di euro.
 
Come funziona
All’interno dello stabilimento viene replicato il ciclo naturale di trasformazione dei rifiuti organici ottenendo tre prodotti principali, il biometano, il compost, e l’anidride carbonica che vengono recuperati. Il biometano viene immesso in rete, l’anidride carbonica food grade viene commercializzata, ed il compost viene reso disponibile per le coltivazioni. L'impianto produce una quantità di biometano sufficiente a riscaldare, in un anno, 4600 famiglie ed evita così l’emissione di circa 14 mila tonnellate all’anno di anidride carbonica nell’atmosfera. L’utilizzo del biometano ricavato dall'impianto ed immesso in rete pareggia il bilancio dell’anidride carbonica emessa in atmosfera; ulteriore vantaggio ecologico nell'utilizzo del biometano, è quello poi di impedirne la diffusione nell’ambiente a seguito della decomposizione incontrollata dei rifiuti che si avrebbe in discarica.
 
Esempio di economia circolare
L’impianto fa parte di una pianificazione di area vasta, che, partendo dalle necessità territoriali delle aree contigue di Parma e Reggio Emilia, grazie ad una pianificazione integrata a livello regionale, ha distribuito sul territorio gli impianti che tutti implementano il concetto di economia circolare. In questo ambito, i rifiuti organici costituiscono oltre il 40% del rifiuto urbano. Si tratta di residui di vegetali, frutta, verdura, avanzi dalla preparazione dei cibi, gusci d'uovo, scarti alimentari avariati. Nell’impianto FORSU si produce anche anidride carbonica, con un elevato grado di purezza (food grade), che viene commercializzata grazie ad un accordo con NIPPON Gases, ed utilizzata nella filiera alimentare (carbonatazione delle bevande, confezionamento degli alimenti in atmosfera modificata, food processing, refrigerazione a bassissime temperature di medicinali e vaccini, tra cui quelli COVID, altri usi industriali).  Il terzo prodotto - il compost - in uscita dall’impianto è un ammendante di qualità per le coltivazioni, necessario per ricostituire lo strato di humus che, con le pratiche agricole intensive, viene sempre più ad assottigliarsi. Luca Dal Fabbro, Presidente Iren, ha dichiarato: “L’inaugurazione dell’impianto FORSU di Reggio Emilia conferma ancora una volta l’attenzione di Iren verso i territori e verso i suoi stakeholder. Il contesto attuale ci spinge a progettare il futuro tenendo presente tre componenti strategiche fondamentali: la sicurezza energetica, la competitività e, chiaramente, la sostenibilità, motore di ogni nostra singola azione. FORSU è un impianto che, promovendo la circolarità delle risorse a livello territoriale, rafforza il ruolo di IREN quale partner di riferimento per il territorio e le pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di irrobustire la propria presenza nelle aree storiche e ampliare i confini verso nuove aree strategiche, grazie al recupero delle risorse e la decarbonizzazione, facendo leva anche su nuove tecnologie e progetti fortemente innovativi”. 

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