Ponte sullo Stretto, la commissione Ue ha avviato una procedura d’infrazione  
  Roma, 2 novembre – Ancora un ostacolo sulla lunga strada che porta al Ponte sullo Stretto di Messina. 
  Roma, 2 novembre – Ancora un ostacolo sulla lunga strada che porta al Ponte sullo Stretto di Messina. La commissione europea ha deciso la messa in mora dell''opera-simbolo del governo Berlusconi, avviando una procedura d''infrazione su aspetti ambientali, accogliendo i ricorsi presentati da Verdi e Wwf due anni fa. Se il governo italiano non risponderà entro 60 giorni in maniera convincente, il Ponte perderà la quota di contributo finanziario (dal 10 al 20%) che spetta alle infrastrutture strategiche di interesse comunitario. Una somma che da 390 a 780 milioni di euro, a fronte di un''offerta di 3.900 milioni vinta da Impregilo.
L''iniziativa Ue ricompatta il combattivo fronte anti-Ponte: una mozione firmata da tutti i partiti dell''Unione chiede la sospensione dell''iter dell''opera per una verifica generale del progetto. Per il governo, risponde il ministro dell''ambiente Altero Matteoli: “Leggeremo le motivazioni e risponderemo ma la scelta politica resta quella di realizzare il ponte”. Una procedura d''infrazione non significa la bocciatura del progetto, replica da parte sua la Stretto di Messina spa. Risponderemo, aggiunge ricordando tuttavia che i rilievi mossi dalla Ue richiamando due direttive, sono già stati respinti dal Tar del lazio e in appello al Consiglio di Stato. L''Italia, secondo il commissario Ue Stavros Dimas, “non ha effettuato uno studio dell''impatto ambientale dell''opera che soddisfa i requisiti della commissione”.
“I finanziamenti non ci saranno se le procedure non verranno rispettate. Il blocco dei sussidi per adesso è una possibilità teorica ma è comunque una possibilità” ha detto la portavoce.
La Stretto di Messina blocchi la firma del contratto di Impregilo, è intanto la richiesta dei Verdi. Tre i punti contestati all''Italia dalla Ue: le norme volte a prevenire il deterioramento dell''habitat, il danno all''avifauna protetta, e quelle sulla valutazione di impatto ambientale. L''area dello Stretto, ricorda il Wwf, coincide con una delle tre rotte più importanti d''Europa per molte specie.
“Avevamo ragione noi - dice il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - il progetto preliminare del ponte ha ampiamente sottovalutato l''impatto sul fragile ecosistema dello Stretto. La Ue, che ha già contestato gli aggiustamenti apportati dal governo italiano in materia di Valutazione d''impatto ambientale, chiede oggi l''aggiornamento della Via nel cosa in cui il progetto definitivo di un''opera subisca modifiche rispetto al preliminare”.
E'' il caso del Ponte, inserito dopo qualche dietrofront nella lista prioritaria Van Miert e parte integrante del Corridoio 1, Berlino-Palermo. “Questa ennesima messa in mora - affermano i Verdi - è una sorta di ultimo Avvertimento”. Una diffida dei Verdi è indirizzata alla Stretto di Messina, ai singoli componenti del cda, al ministro Lunardi, “che verranno chiamati a rispondere in solido e personalmente”. “E'' falso - sostiene la senatrice dei Verdi Anna Donati - che il governo rischia pesanti penali se si tira indietro: dipende dal tipo di contratto sottoscritto, va eliminato il pericolo di penali a vantaggio dei privati. E Lunardi ha un compito di vigilanza”.
Prc ha intanto chiesto al Presidente della Camera Casini di calendarizzare la mozione dell''Unione sul blocco dell''iter dell''opera. “Questa sceneggiata deve finire - dice Pecoraro Scanio - Impregilo, che ha fatto un''offerta stracciata, non ha alcuna intenzione di costruirlo, puntando a lucrare su possibili incassi pagati dalle tasche dei cittadini. Le grandi cordate straniere si sono tutte ritirate dalla gara perché sapevano che sull''opera pesano pesanti incognite”.
 
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