Trivelle. Nuove scoperte della Norvegia nel Mare del Nord (alla faccia del Regno Unito)
Scoperto un giacimento da 134 milioni di barili di petrolio, una delle più grandi scoperte degli ultimi dieci anni.
Nuova scoperta della
Norvegia nel Mare del Nord, in un sito che potrebbe produrre l’equivalente di 134 milioni di barili di petrolio situato in un’area che si riteneva ormai completamente esplorata. La scoperta è avvenuta nel giacimento di Yggdrasil, nella porzione norvegese del Mare del Nord e non lontano dalla zona controllata dalla Gran Bretagna, che invece ha deciso di porre fine alle esplorazioni nell’area. A farsene carico è Aker BP che prevede di perforare 55 pozzi e di realizzare una piattaforma di lavorazione, oltre a oleodotti per l’esportazione di petrolio e gas, per sfruttare appieno la nuova scoperta.
L’azienda ha dichiarato che l’espansione genererà occupazione per sei diversi cantieri navali e numerosi fornitori sparsi in tutta la Norvegia.
Karl Johnny Hersvik, amministratore delegato di Aker BP, ha definito il ritrovamento “una delle più grandi scoperte commerciali in Norvegia in un decennio” e ha aggiunto di attendersi successi man mano che “i nuovi metodi di esplorazione spingono i limiti”. Dopo la decisione britannica di ridimensionare l’impegno nell’area, la Norvegia ha invece intensificato le ricerche di nuovi giacimenti.
Norvegia sempre più petrolifera
I dati aggiornati mostrano come la Norvegia stia producendo petrolio in quantità elevate, con valori in crescita. La produzione mensile del Paese ha raggiunto il livello più alto in oltre dieci anni, grazie soprattutto all’avvio di nuovi giacimenti nel Mare di Barents settentrionale.
Nel frattempo, le previsioni per il Regno Unito parlano di una chiusura di 180 dei 280 giacimenti di petrolio e gas entro 5 anni, con un calo produttivo stimato attorno al 70%. In Norvegia, al contrario, le compagnie petrolifere godono del sostegno governativo e di un regime fiscale che incentiva esplorazione e sviluppo. Parte della produzione, inoltre, potrebbe essere destinata al Regno Unito. Già lo scorso anno i britannici hanno speso 20 miliardi di sterline per acquistare combustibili fossili dalla Norvegia.




