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Idroelettrico a secco. Ecco tutti i numeri della lunga estate calda nel Triveneto

where Venezia when Gio, 27/08/2026 who luca

Il caldo record ha quasi prosciugati i bacini idrici del Nordest, facendo calare la produzione idroelettrica. Con cali generalizzati in Friuli e Trentino Alto Adige.

In centraleidroelettricadigrigno02.jpgquesta estate da record per il caldo i livelli dei bacini idrici si sono ridotti a livelli impensabili. Ma il problema è più generale e non solo degli ultimi mesi.
 
Semestre secco e neve scarsa
Ad esempio in Triveneto: nel 2024, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia l’idroelettrico ha prodotto circa il 30% dell’energia totale regionale, in Trentino Alto Adige la percentuale ha raggiunto l’85,8%. Quest’anno, il quadro sarà diverso. Per capirlo, bastano i dati del primo semestre, citati da IlNordest, che sono critici nonostante escludano l’incidenza di luglio, che è stata particolarmente severa. Il fornitore A2a, che controlla importanti impianti idroelettrici in Friuli Venezia Giulia, nel primo semestre 2026 ha registrato un calo della produzione di energia idroelettrica nella regione pari a -25% rispetto alla media decennale 2016-2025.
“Quest'anno abbiamo avuto il 30% di neve in meno al Nord”, ha affermato l'amministratore delegato Renato Mazzoncini. Al Nord abbiamo qualche lago sotto pressione, e dobbiamo rimetterci a fare la danza della pioggia”. Il gruppo trentino Alperia ha invece registrato un calo della produzione del 32,5% rispetto al primo semestre 2025, passando da 1,8 TWh a 1,2 TWh. Nei bacini dell’Alto Adige, gestiti da Dolomiti Energia, la diminuzione della produzione idroelettrica nel semestre è stata invece del 37%.
 
I 4 fattori
In Veneto gestisce la quasi totalità delle concessioni Enel Green Power, che ne custodisce 29 su 34. A livello nazionale, la produzione di energia idroelettrica del gruppo è calata del 12,1% rispetto al semestre dell’anno scorso. “La produzione idroelettrica”, spiega il gruppo, “è per sua natura molto variabile”.
I fattori sono principalmente quattro: i livelli delle precipitazioni e dell’accumulo nevoso in quota, l’estensione dell'area di terra a monte della diga, i valori di portata di deflusso minimo vitale (ovvero la portata d'acqua minima che deve essere lasciata scorrere in un fiume per preservare la vita animale e vegetale) e l’uso delle acque per le irrigazioni. “Quest’ultimo, specificatamente nel periodo tra maggio e ottobre, è l’elemento che incide maggiormente sulle potenzialità e la variabilità del sistema idroelettrico”, sottolinea Enel. E anche questo elemento, varia a seconda del meteo e delle precipitazioni.
 
Un problema europeo
Ma non è solo un problema nostro: secondo l'ultima analisi di Montel, agenzia di stampa norvegese specializzata sul mercato dell’energia, la produzione di energia idroelettrica ad acqua fluente in Austria e Svizzera è diminuita rispettivamente del 46% e del 26%. In Austria, la produzione idroelettrica complessiva di luglio è stata pari solo al 51% dei livelli normali (media degli ultimi 15 anni). Allo stesso modo, in Svizzera si è fermata al 48%, mentre anche Germania (63%) e Francia (68%) hanno registrato forti cali.
 

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