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La caduta del prezzo del petrolio può far crescere dell’1% il Pil italiano

where Bologna when Mar, 09/12/2014 who michele

Le stime di Nomisma Energia: la bolletta energetica quest'anno viaggia intorno ai 55 miliardi di euro e con questa dinamica di diminuzione del prezzo del petrolio potrebbe scendere di 10-15 miliardi

davide-tabarelli.jpgI primi effetti si vedono già sui prezzi dei carburanti. Ma il vero beneficio si vedrà con la riduzione della bolletta energetica, da cui potrebbe derivare un bonus fino a un punto percentuale di Pil. È un impatto decisamente positivo quello che il crollo del prezzo del petrolio sta avendo e avrà ancora per le tasche di consumatori e imprese. Ne è convinto Davide Tabarelli, presidente del centro studi bolognese Nomisma Energia, secondo il quale a perdere dal crollo del greggio saranno solo i grandi produttori petroliferi e gli attori nel campo finanziario, ma non i consumatori: per loro questo ribasso è "un regalo di Natale anticipato".

La bolletta energetica quest'anno viaggia intorno ai 55 miliardi di euro e con questa dinamica di diminuzione del prezzo del petrolio potrebbe scendere di 10-15 miliardi: denaro che finirà tutto nell'economia, in misura di circa lo 0,7%-1% del Pil, spiega Tabarelli: "Dipende da quanto dura il calo; se il prezzo di oggi permane per tutto il 2015, si può avere un'iniezione di liquidità nel sistema economico di 15 miliardi, pari all'1% del Pil. Nessuna politica espansiva ha fatto tanto in Europa negli ultimi 10 anni. L'energia è un fattore produttivo, perché se i prezzi calano si rimette in moto subito l'economia".

Il primo effetto concreto del calo del petrolio lo hanno già verificato gli automobilisti, che stanno beneficiando della riduzione dei prezzi della benzina. "In Italia - spiega Tabarelli - ogni mese vendiamo 3 miliardi di litri di carburante, i cui prezzi sono già calati di 10 cent, pari a 300 milioni di euro già distribuiti all'interno delle famiglie e delle imprese che fanno trasporti, che stanno beneficiando di una riduzione sensibile, del 5%, dei costi del trasporto".

Per le imprese è inoltre in arrivo una riduzione del gas: "Nei prossimi mesi vedremo il prezzo del gas ridursi del 10-15%. Oggi le imprese pagano 35 centesimi al metro cubo di gas e pagheranno 30 centesimi perché il prezzo del gas in Europa in buona parte è ancora legato al prezzo del petrolio", evidenzia Tabarelli, precisando che per le famiglie non sono però in vista cali sul fronte del gas.
In questo caso, infatti, il gas è stato disancorato dal prezzo del greggio, proprio per evitare che i rincari del petrolio avessero ripercussioni sulle famiglie.

Benefici per le imprese sono inoltre in arrivo sul costo dell'elettricità: "Le imprese pagano 16 centesimi di euro al chilowattora, uno dei prezzi più alti d'Europa, contro i 6 centesimi degli Usa e i 4 della Cina, e vedranno nei prossimi mesi scendere il prezzo verso i 12-13 centesimi", indica il presidente di Nomisma.
Quelli che invece ci perdono da questo calo del greggio sono i grandi produttori petroliferi e un po’ anche i finanzieri. "Sul fronte dell'inflazione, dove il tasso è già negativo, questo crollo del petrolio confermerà la deflazione dei prossimi mesi. Questo provocherà incertezza, ma solo per i mercati - conclude Tabarelli - : per noi consumatori è una manna dal cielo".
 
 

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Presidente del centro studi bolognese Nomisma Energia