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Guerra e gas. Putin alletta Erdogan con l'idea di un hub in Turchia, ma l’Europa non ci crede

where Astana when Lun, 17/10/2022 who luca

In un bilaterale ad Astana Putin parla di Ankara come base per le forniture, ma anche per regolare i prezzi. La replica di Macron: non ha senso, vogliamo ridurre gli arrivi da Mosca

Il potenzialeputin-erdogan.jpg hub del gas in Turchia potrebbe essere la piattaforma per determinare il prezzo del gas. Il faccia a faccia ad Astana tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan punta a rilanciare una possibile via d'uscita alla crisi energetica mondiale basato sull’assunto che, se l'Europa non vuole più comprare direttamente il metano russo, potrebbe farlo con l'intermediazione di Ankara, che continua a ricevere una "piena fornitura" perché si è rivelata "il partner più affidabile".
 
L’assist a Erdogan
"Se la Turchia e i nostri possibili acquirenti in altri Paesi sono interessati, potremmo considerare la possibile costruzione di un altro sistema di gasdotti e la creazione di un hub del gas in Turchia per la vendita ad altri Paesi, a Paesi terzi, in primo luogo a quelli europei", ha spiegato Putin in un bilaterale di un'ora e mezza a margine della sesta Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia. "Questo hub, che potremmo allestire insieme, servirebbe sicuramente non solo come base per le forniture, ma anche per regolare i prezzi", portandoli "a un livello di mercato normale, senza alcuna politicizzazione", ha assicurato Putin, per la soddisfazione di Erdogan. Il progetto ha però bisogno di tempo e, spiega il Cremlino, sarebbe prematuro indicare eventuali acquirenti. La cooperazione energetica tra Ankara e Mosca è solida e sperimentata. Oltre al Turkstream, il gasdotto che passa sotto il mar Nero e che dal 2020 è in grado di portare oltre 30 miliardi di metri cubi di metano, per metà già smistati verso l'Ue fino al conflitto, c'è anche la prima centrale nucleare turca che il gigante Rosatom sta costruendo ad Akkuyu, la cui inaugurazione, ha detto Erdogan, avverrà il prossimo anno, in concomitanza con il centenario della Repubblica e le elezioni presidenziali.
 
Il no della Francia

La prima reazione occidentale all'idea di un hub turco è arrivata da Parigi. È una proposta che "non ha senso" poiché gli europei vogliono ridurre la loro dipendenza dagli idrocarburi dalla Russia, ha affermato l'Eliseo in una nota, proprio nelle ore in cui Emmanuel Macron riceveva in una cena privata Mario Draghi. "Non ha senso per noi creare nuove infrastrutture che ci consentano di importare più gas russo", ha sottolineato la presidenza francese. Il colloquio tra Putin e Erdogan non avrebbe toccato le prospettive dei negoziati sul conflitto.
 
Tagliapietra (Bruegel): Turchia hub del gas? Non ci sono i tubi
Simone Tagliapietra, senior fellow del think tank di Bruxelles Bruegel e professore di Politiche energetiche ha affermato che il presidente russo sta cercando di "allettare la Turchia con la prospettiva di diventare un hub dell'energia", prospettiva da sempre inseguita da Erdogan, ma "in un modo che non è tecnicamente fattibile, perché i tubi che ci sono (Turkisk e Blue Stream, ndr) servono solo ai turchi e, se anche dovessero arrivare ulteriori volumi di gas russo, come arriverebbero poi in Europa?". "Mancano gli interconnettori - sottolinea Tagliapietra - . C'è il Tap, il gasdotto che arriva in Puglia, ma porta il gas azero". Come anche il nuovo Igb, che collega Bulgaria e Grecia. "Non ci sono le infrastrutture, non c'è mercato, nessun Paese sta pensando di ricomprare il gas russo - insiste l'esperto di Bruegel - La questione non si pone neanche, se non per creare confusione e per cercare di dividere ancora di più il fronte occidentale".

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