Cara mobilità. In Italia ci si sposta di meno ma si spende di più per farlo
Ogni giorno circa 40 milioni di italiani escono di casa per lavoro, studio o attività quotidiane e quasi l’11% del budget familiare è destinato ai trasporti. Così l’IA prepara la rivoluzione spostamenti: i rischi e le opportunità per i consumatori emersi al Consumers’ Forum.
In Italia si viaggia meno rispetto
a dieci anni fa, ma si spende di più per muoversi. Oggi quasi l’11% del budget familiare è destinato ai trasporti, mentre l’intelligenza artificiale si prepara a cambiare radicalmente il settore, tra nuove opportunità e possibili rischi per i consumatori.
Ogni giorno circa 40 milioni di italiani escono di casa per lavoro, studio o attività quotidiane, generando nel 2025 oltre 102,7 milioni di spostamenti giornalieri, pari a più di 2,5 movimenti pro capite. Rispetto al 2015 il numero complessivo di spostamenti è calato del 4,1%, ma soprattutto si riduce la distanza media percorsa: dai 36,1 chilometri al giorno di dieci anni fa ai 23,3 chilometri attuali, con un taglio del 35,4%. I dati emergono dalle analisi presentate da Consumers’ Forum durante il convegno “Consumatori e mobilità sostenibile al 2050”, organizzato a Genova.
Vince l’auto privata
La mobilità resta fortemente legata all’auto privata, utilizzata nel 60,8% degli spostamenti. Il 20,6% avviene a piedi e l’8,9% con i mezzi pubblici. Cresce però la quota di mobilità sostenibile – piedi, bici e trasporto pubblico – che sale dal 27,6% del 2015 al 34,7% del 2025: più di uno spostamento su tre è oggi “green”. La maggior parte dei tragitti resta breve: l’81,3% non supera i 10 chilometri.
Parallelamente cresce la spesa. Una famiglia italiana destina in media 3.567 euro l’anno ai trasporti, pari al 10,8% dei consumi complessivi. Il peso varia molto sul territorio: si superano i 5.300 euro annui nella provincia di Trento, oltre 4.400 euro in Valle d’Aosta e Lombardia, mentre in Campania la spesa media scende a circa 2.112 euro.
Rincari per traghetti e ferrovie
Negli ultimi dieci anni i servizi di trasporto hanno registrato un aumento dei prezzi del 43,1%. I rincari hanno riguardato soprattutto traghetti (+52,4%) e biglietti ferroviari (+25,5%), mentre le tariffe di bus e pullman sono cresciute più lentamente (+13%).
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
A cambiare il quadro potrebbe essere ora l’intelligenza artificiale, sempre più utilizzata per analizzare grandi quantità di dati e migliorare sicurezza, efficienza delle infrastrutture e servizi di mobilità. Ma restano interrogativi sui possibili effetti per i consumatori, ad esempio sulla profilazione degli utenti e sui prezzi personalizzati.
“Abbiamo voluto guardare alla mobilità non solo come a un insieme di infrastrutture o tecnologie, ma a un’infrastruttura sociale”, spiega il presidente di Consumers’ Forum Furio Truzzi. “Questo studio offre una bussola per trasformare la mobilità in uno strumento di inclusione, competitività e benessere per i cittadini da qui al 2050”.
La ricerca, realizzata dal Cieli (Centro italiano di eccellenza sui trasporti, la logistica e le infrastrutture) dell’Università di Genova, analizza le sfide future: invecchiamento della popolazione, crescita della domanda di mobilità sostenibile e spopolamento delle aree interne. “L’orizzonte del 2050 ci impone di andare oltre le soluzioni tecniche immediate”, osserva il direttore del Cieli Enrico Musso, sottolineando la necessità di politiche e scelte industriali più consapevoli.
Guarda il video dell’evento: https://www.youtube.com/watch?v=Codb...

