Greenwashing. Ecco che cosa dovranno fare le imprese con slogan e imballaggi
L’impiego di parole quali verde, eco o naturale dovrà essere dimostrato come veritiero. Queste le indicazioni dell’edizione aggiornata delle faq del ministero delle Imprese sulla direttiva entrata in vigore il 27 settembre. In particolare sulla merce in magazzino, sulla shelf life dei prodotti e su come comunicare la sostenibilità.
Imballaggi ed etichette acquistate prima del 27 settembre possono essere utilizzate anche dopo questa data e per altri sei mesi, ma la comunicazione di un prodotto con benefici ambientali non potrà più essere generica ma dovrà essere motivata. Lo rende noto il ministero delle Imprese nell’edizione aggiornata delle faq in relazione all’attuazione della direttiva greenwashing n. 2024/825 scattata alla fine del mese scorso. Per quanto riguarda la gestione dei magazzini e del packaging, il ministero dunque conferma una linea di flessibilità e proporzionalità.
Beni deperibili e durevoli
Il ministro invita le imprese a mettere in atto ogni attività, ragionevole e proporzionata, per la corretta informazione del consumatore, in considerazione delle specificità dei cicli produttivi nei diversi settori. In particolare per i prodotti deperibili, per i quali scatteranno le verifiche nel tempo. La possibilità di utilizzo – leggiamo su Italia Oggi – dovrà tener conto delle indicazioni precise su come devono essere intese le nozioni di “shelf life”, “bene deperibile”, “bene durevole” ed “existing products”.
Secondo il ministero delle Imprese, la “shelf life” riguarda il periodo di conservabilità del prodotto intercorrente tra la produzione e il momento entro il quale lo stesso è destinato ad essere consumato o utilizzato.
Per i prodotti alimentari, questo lasso di tempo può essere individuato facendo riferimento al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza; per i prodotti non alimentari, all’eventuale periodo di utilizzo o consumo utile, indicato dal produttore; per “bene deperibile”, invece, va inteso il prodotto, alimentare o non alimentare, caratterizzato da una shelf life non superiore a 30 giorni; il concetto di bene durevole, invece, si applica al prodotto, alimentare o non alimentare, caratterizzato da una shelf life superiore a 30 giorni;
Comunicare la sostenibilità
In materia di comunicazione di sostenibilità, invece, il ministero delle Imprese – apprendiamo da Foodweb – precisa l’impatto dell’uso di termini evocativi o legati alla natura nei marchi e nei prodotti. L’impiego di parole quali verde, eco o naturale, così come l’uso prevalente dei colori verde o blu, non costituisce automaticamente un’infrazione. Tuttavia, qualora il contesto commerciale complessivo sia tale da indurre il consumatore medio ad associare al brand un beneficio ambientale, l’azienda sarà tenuta a specificare l’asserzione o a dimostrare l’eccellenza delle prestazioni ambientali dichiarate. In assenza di tali riscontri, la comunicazione sarà valutata come asserzione ambientale generica non conforme.




