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Ecco perché l’intelligenza artificiale è al centro della trasformazione degli edifici sostenibili

where Milano when Mer, 13/12/2023 who roberto

Responsabili del 40% delle emissioni di carbonio a livello mondiale, gli edifici devono accelerare la loro trasformazione se vogliono avvicinarsi all’obiettivo net zero entro il 2050

Il settore del real estate è trafotogrimaldi.jpg i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale, pari circa al 40%. Approssimativamente tre quarti sono dovute al consumo energetico degli edifici, mentre un quarto alla loro costruzione, in particolare a causa dei materiali utilizzati.
Per dimezzare le emissioni dirette al 2030 puntare sulla decarbonizzazione degli edifici rimane comunque la mossa più significativa per raggiungere gli obiettivi degli accordi di Parigi. La costruzione e il funzionamento dei building hanno la possibilità di diventare carbon-neutral o carbon-negative, caratteristica che altre attività come l’industria e i trasporti non hanno, in termini di ciclo di vita. Se vogliamo avvicinarci ai nostri obiettivi e sperare in una vera transizione, un uso più diffuso della tecnologia sembra essere oggi promettente. A sostenerlo è Davide Grimaldi (nella foto), sales manager real estate di Johnson Controls.
 
L’intelligenza artificiale come facilitatore
Quando si parla di energia, il contributo della tecnologia è indiscutibile. Da diversi anni gli edifici sono dotati di strumenti Bms (building management system) per la supervisione e il controllo di servizi come il riscaldamento, la ventilazione e la climatizzazione, assicurandone il funzionamento più efficiente ed economico possibile. Attraverso la creazione di reti intelligenti, il Bms si è gradualmente affermato come la pietra angolare degli smart building e la sua interazione con altri fabbricati, la smart city e le reti urbane, permette di prevedere una completa decarbonizzazione del patrimonio edilizio.
Con la proliferazione di oggetti connessi all’interno degli edifici, ricorda l’esperto, sono ora disponibili sempre più dati, aprendo la strada alle tecnologie di intelligenza artificiale. I dati raccolti vengono utilizzati per migliorare la comprensione e prevedere l’utilizzo da parte degli occupanti, automatizzare alcune attività e, riconciliati con altri dati esterni, implementare soluzioni per la loro gestione sostenibile. Non appena un parametro si evolve (cambio di prenotazione della camera, previsioni meteo per i prossimi giorni, nuove apparecchiature di stoccaggio dell’energia, evoluzione dell’occupazione, ricarica elettrica delle auto nei parcheggi, ecc.), l’intelligenza artificiale subentra per adattare e ottimizzare le impostazioni rispetto agli algoritmi tradizionali. L’intelligenza artificiale si posiziona quindi come ulteriore facilitatore della transizione ambientale dell’industria edilizia, contribuendo alla nascita di edifici intelligenti e responsabili, al servizio del comfort e del benessere dei loro occupanti.
 
Gli smart building devono evolversi e diffondersi
Sebbene le tecnologie siano mature, il patrimonio edilizio europeo non è ancora pronto per esserne dotato. Oggi sono troppo pochi i fabbricati che soddisfano tutti i prerequisiti per fungere da piattaforma per un’offerta di servizi abilitati all’intelligenza artificiale. Solo l’1% degli edifici in Europa è progettato in tal senso e solo l’1% viene ristrutturato ogni anno. La comunità europea vorrebbe aumentare rapidamente il tasso di ristrutturazione al 3%, ma le risorse finanziarie e umane attualmente impegnate non sono necessariamente sufficienti per tenere il passo. Purtroppo, per passare dal Bms all’AI c’è solo una strada. Al fine di avere un edificio efficiente dal punto di vista energetico, occorre sfruttare appieno tutti gli algoritmi Bms disponibili prima di poter aggiungere valore con l’AI.
Tuttavia, solo il 10% degli edifici in Europa è completamente ottimizzato con i Bms.
Fortunatamente, il decreto legislativo n.48/2020 prevede di rendere obbligatori i sistemi di automazione e controllo Bms negli edifici commerciali entro il 1° gennaio 2025. Se la transizione avverrà senza intoppi e almeno l’80% degli edifici sarà così ottimizzato, conclude quasi il 20% potrebbe adottare le tecnologie AI, riducendo così la propria impronta di carbonio.

immagini
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