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Che aria che fa. Lo smog è ancora in calo. Esposto in Procura per disastro ambientale

where Milano when Lun, 12/02/2024 who roberto

In gennaio e febbraio al Nord c’è stata la consueta risalita degli inquinanti, ma è stata una risalita invernale inferiore perfino al 2020 del confinamento virale. L’allarme delle associazioni ecologiste

In calo da anni, l’inquinamento nella ripresa-aerea-cappa-smog.jpgpianura padana continua a preoccupare. La riduzione dello smog – nell’area padana il 2023 è stato l’anno con l’aria migliore da quando ne viene misurata la qualità – è continuata anche nel 2024. Ovviamente i mesi di gennaio e febbraio hanno concentrazioni di inquinanti più alte rispetto al resto dell’anno, e nelle scorse settimane i tassi di inquinamento dell’aria sono cresciuti un poco, ma sempre molto meno rispetto al solito, e secondo le rilevazioni dell’Arpa Lombardia addirittura erano inferiori ai dati del 2020 quando il traffico si era fermato per il confinamento virale. La contaminazione dei primi giorni di febbraio è ridiscesa con le piogge che nei giorni scorsi hanno lavato l’aria. Sul tema è intervenuto anche Giovanni Storti, uno degli attori del trio Aldo Giovanni e Giacomo, con il video “L’aria più inquinata della galassia” pubblicato su Instagram.

“L’Italia ha sin dall’inizio osteggiato il testo della direttiva formulato dal Parlamento, prediligendo, ancora una volta, compromessi politici che ostacolano la soluzione del grave problema dell’inquinamento dell’aria nel nostro Paese, mettendo a rischio la salute pubblica e l’ambiente”, dicono Cittadini per l’aria, Torino Respira ed Eeb. “Il Governo italiano, e in special modo le Regioni della pianura padana, stanno affiancando una visione delle politiche che mette a rischio la vita dei propri cittadini, ancorandosi a motivazioni deboli e fuorvianti. Sono proprio le persone più vulnerabili - da un punto di vista sanitario, sociale ed economico, oltre ai bambini e agli anziani - a risentire degli effetti di una proroga al 2040 dell’attuazione dei limiti”.
 
Codacons
“La situazione relativa all'aria che si respira a Milano – dice un’organizzazione consumeristica, il Codacons – rimane molto seria, tanto che negli ultimi giorni nel capoluogo lombardo i dati parlano di concentrazioni di Pm10 e NO2 superiori ai limiti di legge, imposti per sicurezza dall'Unione Europea. Il meteo sicuramente ha contribuito alla situazione di questi giorni, ma la verità è che se non abbiamo il coraggio di fare scelte anche impopolari le persone continueranno a morire per l'esposizione all'aria malsana. Quante persone ancora devono morire per decidere di fare qualcosa?” Per questo motivo il Codacons ha annunciato che presenterà alla Procura di Milano un esposto per denunciare il mancato rispetto dei limiti di inquinamento e chiedendo che la magistratura indaghi per disastro ambientale.
 
Torino Respira
Dice Roberto Mezzalama, presidente del comitato Torino Respira: “L’andamento dell’inquinamento nella pianura padana richiederebbe ben altre decisioni per essere invertito e le azioni condotte finora sono chiaramente insufficienti, come dimostrano anche le decisioni dei giudici torinesi di andare avanti con i processi per inquinamento ambientale a carico degli amministratori”.
 
Cittadini per l’aria
Dice Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria: “L’attuale posizione dell’Italia è irresponsabile non solo per la richiesta di un rinvio che condanna a morte oltre centomila cittadini italiani ma, soprattutto, in quanto il rinvio richiesto - piegando per l’ennesima volta alla volontà politica il rispetto dell’evidenza scientifica e il diritto alla salute - ha il mero scopo di legittimare l’assoluta inazione che ormai da decenni caratterizza le politiche dell’aria in Italia dove, non solo non si fanno le cose che servono, ma assistiamo quotidianamente alla messa in campo di azioni gravemente controproducenti per sostenere interessi elettorali e/o piccole e grandi lobby a spese della salute dei cittadini. Abbiamo la possibilità di mettere in campo azioni e le risorse per farlo, che l’Italia cambi subito strada”.
 
European Environmental Bureau
Dice Margherita Tolotto, di European Environmental Bureau: “I governi nazionali che stanno investendo tutti i loro sforzi per garantire il loro diritto a inquinare per altri 10 anni dovrebbero essere trasparenti al riguardo, in modo che le loro scelte siano chiare e i cittadini possano esserne consapevoli e valutarle. Rinviare di 10 anni, dal 2030 al 2040, il raggiungimento dei nuovi standard di qualità dell’aria, come richiesto da alcuni paesi chiave in seno al Consiglio, è inaccettabile”.
 
Per saperne di più: www.torinorespira.it, www.cittadiniperlaria.org, https://eeb.org
I dati sul calo dell’inquinamento: https://www.e-gazette.it/sezione/eco...

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