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Rapporto. Alle utility del Sud sono destinati fondi per 6,7 miliardi

where Bari when Gio, 02/11/2023 who roberto

I dati del Rapporto Sud di Utilitalia e Svimez che valuta gli impatti economici e occupazionali del settore delle utility nelle regioni del Mezzogiorno

Sono 6,7 miliardi di euro i fondi utilitalia-svimez.jpgdestinati alle regioni del Mezzogiorno per un selezionato spettro di linee di intervento che riguardano i settori idrico, ambientale ed energetico. È quanto emerge dal Rapporto Sud di Utilitalia e Svimez, presentato a Bari e che valuta gli impatti economici e occupazionali del settore delle utility nelle regioni del Mezzogiorno. Questa terza edizione, inoltre, contiene un’analisi dettagliata degli impatti relativi agli investimenti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al Sud.

L’effetto PNRR
Un volume di investimenti capace di attivare 10,8 miliardi di euro di produzione nazionale ai quali si aggiungono 3,3 miliardi di euro di importazioni, per un totale di 14,1 miliardi di euro. In termini percentuali, la quota di valore della produzione "trattenuta" nel Mezzogiorno si attesta a circa il 45% del totale nazionale. L’attivazione di valore aggiunto ammonta, a livello nazionale, a 4,4 miliardi di euro, di cui il 46% nel solo Mezzogiorno (2 miliardi di euro, circa lo 0,5% del totale PIL dell’area). Con riferimento all’impatto occupazionale, complessivamente, l’effetto sull’intero territorio nazionale è pari a 67.969 unità, di cui il 49% localizzato nelle regioni del Mezzogiorno. In altre parole, per ogni milione di investimenti si creano 10 posti di lavoro aggiuntivi, di cui 5 nel Mezzogiorno.

Le sfide e le proposte di Utilitalia e Svimez
Transizione energetica, economia circolare e adattamento ai cambiamenti climatici: sono questi i pilastri su cui si fondano le sfide e le azioni per rilanciare l’economia delle utility nel Mezzogiorno. Il Sud Italia, del resto, ha il maggiore potenziale su scala nazionale di produzione da fonti rinnovabili (eolico e solare). Tra le proposte avanzate: l’adozione di un testo unico per le autorizzazioni, il potenziamento e la qualificazione delle strutture delle PA, il superamento del nodo delle concessioni idroelettriche, la ridefinizione delle modalità di applicazione degli incentivi all’efficienza energetica e la pianificazione di reti elettriche resilienti ai nuovi trend climatici. "Ridurre il gap infrastrutturale del Sud è indispensabile per consentire al paese di raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica e contribuisce a tutelare i diritti dei cittadini ad usufruire di un servizio di qualità uniforme su tutto il territorio nazionale e, al contempo, può innescare una positiva dinamica di sviluppo economico e sociale. Occorre recuperare rapidamente il ritardo accumulato nelle regioni meridionali rispetto all’applicazione del quadro normativo e regolatorio nazionale: come dimostrano le positive esperienze del Centro-Nord e quelle delle realtà industriali presenti nel Meridione, servono interventi che permettano di superare le gestioni in economia, di promuovere la strutturazione di un servizio di stampo industriale e di rilanciare gli investimenti", spiega il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini.

Le criticità
Il rapporto Sud sottolinea ancora una volta le storiche criticità che caratterizzano il Mezzogiorno in tema di servizi a rete. Al fine di assicurare una rapida ed efficace evoluzione industriale e promuovere la piena realizzazione degli investimenti in tutti i settori rilevanti, infatti, è importante semplificare i procedimenti autorizzativi, nonché promuovere gestioni industriali che superino le gestioni in economia nei settori idrico e ambientale. Questo consentirebbe di avviare un processo accelerato di realizzazione di tali infrastrutture, contribuendo così a promuovere lo sviluppo del settore in modo più efficiente. Per superare alcune di queste criticità, incentivare l'aggregazione e il partenariato tra soggetti industriali è una strategia chiave per massimizzare i vantaggi delle economie di scala e condividere conoscenze specialistiche. Questo approccio può contribuire al successo dei progetti industriali, garantendo la capacità di progettazione e l’efficace utilizzo dei fondi disponibili, anche attraverso la promozione delle reti di impresa.

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