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Data center a impatto zero in un’area industriale dismessa a Figline Valdarno

where Firenze when Mer, 02/09/2026 who luca

Accordo tra Comtel e H2-Era Green Valley per un modello innovativo che integra energia rinnovabile, produzione di idrogeno, acquacoltura e agricoltura verticale.

Comtel, data-center-credits-ispi2.jpggruppo impegnato nell’integrazione di sistemi ICT e H2-Era Green Valley annunciano un accordo per la riqualificazione di un'area industriale dismessa a Figline Valdarno (Firenze) attraverso un modello innovativo che integra energia rinnovabile, produzione di idrogeno, acquacoltura e agricoltura verticale. Il memorandum è propedeutico alla nascita del primo data center a impatto zero.
 
Un modello integrato

Il modello si basa sull'integrazione di più filiere produttive, ciascuna delle quali valorizza le risorse generate dalle altre. Un ampio parco fotovoltaico coprirà il 100% del fabbisogno energetico del data center, garantendone la totale autosufficienza da fonti pulite; l'energia prodotta in eccesso alimenterà un impianto di elettrolisi per la generazione di idrogeno verde; l'ossigeno derivante dal processo di elettrolisi verrà impiegato in un allevamento ittico a ciclo chiuso dedicato alla produzione di salmone; il calore di scarto generato dal data center verrà recuperato per la climatizzazione di una vertical farm, riducendo ulteriormente i consumi energetici complessivi del sito. Il progetto rappresenta un nuovo paradigma di sviluppo industriale, in cui infrastrutture digitali, produzione energetica, sicurezza alimentare e rigenerazione territoriale convivono in un unico ecosistema, dimostrando come innovazione tecnologica e tutela ambientale possano procedere di pari passo.
“Sviluppare insieme un data center a impatto zero all'interno del nostro progetto – ha detto Federico Parma, CEO di H2-Era Green Valley - dimostra che è possibile e necessario superare i modelli di sviluppo industriale concepiti fino ad oggi. Un data center inserito in un complesso industriale dove convivono una vertical farm alimentata dal calore recuperato e il riutilizzo di spazi dismessi rappresenta una straordinaria opportunità di rigenerazione per aree abbandonate. Da questi luoghi possono nascere vere e proprie infrastrutture innovative, capaci di produrre allo stesso tempo energia, cibo, innovazione tecnologica nei settori delle telecomunicazioni e dell'elaborazione dati e nuovi mestieri”.
 
 

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