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Sentenza A2A-Aeb, anche il Consiglio di Stato boccia la fusione

where Milano when Gio, 02/09/2021 who roberto

Per l’operazione era necessaria una gara: la scelta del partner privato per un soggetto pubblico deve infatti avvenire attraverso "una strumentale procedura selettiva tra i potenziali operatori economici” 

La fusione tra A2A e Aeb non è validaaeb-a2a.jpg. Il verdetto finale è arrivato dal Consiglio di Stato, che ha in tal modo confermato la sentenza del Tar, respingendo il ricorso proposto dal Comune di Seregno, Aeb e A2A contro le due aziende termotecniche che lamentavano l'assenza di una procedura a evidenza pubblica nella scelta del socio privato. Lo scorso 1° luglio si era tenuta l'udienza di merito.

Le motivazioni
Secondo i magistrati, "nel rispetto dei principi di concorrenza e di par condicio, la scelta del partner industriale, in grado di esercitare un controllo di fatto sul gestore del servizio, avrebbe dovuto avvenire in forma competitiva" e "l'assunto della pretesa infungibilità dell'operazione" come eccezione alla regola dell'evidenza pubblica "avrebbe dovuto essere valutata con particolare rigore all'esito di una puntuale indagine di mercato, idonea a dimostrare che l'unica possibilità di sviluppo e di incremento di competitività per Aeb fosse appunto l'integrazione con A2A per le sue peculiari caratteristiche".
 
Il rispetto delle regole concorrenziali
In definitiva, il Consiglio di Stato rileva che "una diluizione della partecipazione pubblica totalitaria in favore di una partnership istituzionale con un soggetto privato" deve avvenire attraverso "una strumentale procedura selettiva tra i potenziali operatori economici dei settori interessati", e le aziende private ricorrenti al Tar sono quindi interessate "a sollecitare il rispetto delle regole concorrenziali". Sulla vicenda è stata anche aperta anche un'inchiesta della Procura di Monza.
 
I Cinquestelle chiedono le dimissioni degli ad
“La sentenza del Consiglio di Stato che sancisce l’illegittimità dell’operazione posta in essere da A2A e Aeb è motivo di grande soddisfazione poiché costituisce il coronamento di anni di lotte contro le aziende pubbliche brianzole che vengono gestite dai partiti come un bene proprio”, così Marco Fumagalli, Consigliere regionale del M5S Lombardia. Dal momento che il Presidente Mazzoncini e Bracchitta, e tutti sindaci coinvolti non si sono dimostrati all’altezza, devono rassegnare al più presto le dimissioni in quanto soggetti non idonei a ricoprire i relativi ruoli. Ciò per evitare che commettano errori simili in futuro o che resistano per pretendere di difendere ciò che è assolutamente indifendibile”, conclude Fumagalli.

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