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​Per il futuro dei trasporti puliti la risposta sono i biocarburanti avanzati. Incontro a Roma

where Roma when Lun, 09/05/2016 who redazione

Il convegno è stato organizzato da Neste, produttore finlandese di proprietà statale, il cui biodiesel sta alimentando auto, camion e aerei

Il biocarburante come risposta alla riduzione di gas serra. Di questo si è discusso a Roma al convegno “Biocarburanti avanzati: opzione per un futuro dei trasporti più pulito”, organizzato da Neste, produttore finlandese e leader mondiale del settore.
In Italia, secondo i dati pubblicati da Eurostat nel periodo 1990-2012, il settore dei trasporti ha registrato un +35% di produzione delle emissioni di gas serra.

neste-oil416x416.jpgUn investimento, quello sui biocarburanti, che ripaga in termini di riduzione dell'inquinamento con evidenti vantaggi sulla qualità della vita e conseguenti minori spese sanitarie. Come dimostra il caso dell'azienda Neste - leader mondiale nel diesel rinnovabile e nei biocarburanti e organizzatore dell’evento - il cui 50,1% è detenuto dallo Stato finlandese. Neste è presente in 15 paesi nel mondo con 5mila dipendenti ed ha un fatturato di 11 miliardi di euro.
Con una capacità di produzione annua di 2,4 milioni di tonnellate di combustibile rinnovabile (e l'obiettivo di aumentare la capacità produttiva a 2,6 milioni di tonnellate entro il 2017), Neste ha una base di materie prime flessibile e sostenibile, attualmente consistente in più di 10 materie prime rinnovabili differenti.

I vari carburanti rinnovabili possono essere prodotti in modo flessibile a partire da un misto di diversi materiali di scarto, rifiuti e oli vegetali, tutti tracciati fino alle piantagioni e agli stabilimenti di produzione. Il biocarburante, totalmente sostituibile al diesel a base di idrocarburi, può essere inserito direttamente nell'infrastruttura del diesel ed utilizzato sia come componente di una miscela, sia puro al 100% dai consumatori e dalle flotte di veicoli pubblici e privati, dalle macchine agricole, come dai gruppi elettrogeni di emergenza, così anche nel settore della nautica e dell'aeronautica.

Solo per citare una cifra, nel 2015 il Neste Renewable Diesel ha consentito di evitare 6,4 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra. Da qui la fiducia riscossa da vari OEM quali, ad esempio, VOLVO che lo utilizza in tutti gli EURO 5 e gli Euro 4 con meno di 8 litri e in tutti i motori nautici e le apparecchiature non stradali, SCANIA in tutti gli Euro 5 e gli Euro 6, DAIMLER negli Euro 6 per Autobus, e poi Camion Mercedes-Benz, Caterpillar, Sistemi Agco Power, Motori marini Steyr, Mack Trucks e Deutz.
In Aviazione, Neste offre alle compagnie aeree un modo semplice per ridurre le emissioni: in quanto compatibile con i motori a getto esistenti, il carburante drop-in viene miscelato fino al 50%, ottenendo così un alto contenuto di energia (MJ/kg), senza alcun composto aromatico ed una riduzione delle emissioni di CO2 e zolfo, rispettando lo standard ASTM D7566 per i carburanti già disponibile su scala industriale.

L'aeroporto di Oslo è il primo al mondo a rendere disponibili i carburanti rinnovabili Neste per l'aviazione, già a partire da gennaio 2016, per compagnie aeree quali Lufthansa, KLM e SAS. Il carburante per l'aviazione ad Oslo, prodotto da Neste a Porvoo, Finlandia, come parte del progetto ITAKA finanziato dall'UE, viene miscelato al 50% con carburante fossile e la materia prima è composta al 100% da olio di camelina certificato. Per la prima volta, inoltre, la distribuzione avviene tramite l'esistente sistema di distribuzione dell'aeroporto.
Il carburante jet rinnovabile Neste rifornirà i voli KLM tra Oslo ed Amsterdam su circa 80 voli con l'EMBRAER 190. Durante questi voli, l'Embraer valuterà l'efficienza del biocarburante rispetto al kerosene. Per eseguire la misurazione, l'aeromobile sarà rifornito in momenti diversi con una miscela di biocarburante al 50%. L'attuale obiettivo di KLM è ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2011. Le misure volte a raggiungere tale obiettivo includono il rinnovo della flotta, l'impiego di biocarburanti sostenibili e il miglioramento dell'efficienza di volo.

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